Ripresa condizionata dai rincari: +33% A febbraio l’energia cresciuta del 9,8%
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fonte:
- La Provincia di Como
ROMA Sulle speranze di ripresa economica degli imprenditori incombe il rialzo dei prezzi delle materie prime: da gennaio 2010 a gennaio 2011 la media dei rincari ha sfiorato il 33%. Il calcolo è dell’Ufficio studi della Confartigianato che stima un «effetto dirompente» sui costi sopportati dalle imprese manifatturiere per l’acquisto di beni necessari alla produzione. L’impatto potenziale sulla platea di imprese, comprese quelle manifatturiere, sarà di 155 miliardi di euro in più in un anno, secondo la confederazione artigiana. Considerando poi i singoli materiali, siamo di fronte a rialzi stellari: cotone +147%, gomma +91,3%, stagno +65,5%, frumento +73%. «I prezzi delle materie prime sono rapidamente tornati a livelli alti» certifica il Fondo monetario internazionale. Le agitazioni in Medio Oriente e in Nordafrica «potrebbero aggiungere ulteriore pressione al rialzo per i prezzi alimentari» dice il Fmi aggiungendo che «le prospettive per i mercati petroliferi restano piuttosto incerte». Le tensioni sui mercati energetici determinano pressioni rilevanti anche sui prezzi dell’energia pagati dalle famiglie. A febbraio, indica ancora Confartigianato, i prezzi al consumo dell’energia risultano in salita del 9,8%; i carburanti corrono di più: il prezzo della benzina registra un tasso di crescita tendenziale dell’11,8%, quello del gasolio arriva a un incremento su base annua del 18,0%.
«Tutto ciò avrà ripercussioni pesantissime sulle famiglie italiane, con aggravi di spesa che potrebbero sfiorare i 2.000 euro su base annua entro il 2012» calcola il Codacons. La ripercussione sui costi delle imprese sarà più forte in Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte mentre, a livello di settori, l’impennata dei prezzi colpisce soprattutto metallurgia ed alimentare, con rincari medi rispettivamente del 37,1% e del 39,3%.
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