Piovono denunce per gli autovelox super taroccati
BRESCIA Ben 558 persone denunciate, 146 amministrazioni comunali coinvolte e 367 funzionari pubblici: la Guardia di finanza di Brescia ha concluso una indagine durata anni ponendo la parola fine alla vicenda degli autovelox irregolari, ovvero "taroccati", utilizzati in molte città d’ Italia e ha messo i sigilli alla Garda Segnale, società già finita nel mirino della Gdf, stavolta di Sala Consilina, lo scorso anno e gestita da B.D., 60enne residente a Desenzano del Garda. Entrambe le indagini hanno permesso di appurare che il titolare della società, attraverso una cinquantina di autovelox di cui solo due omologati, è riuscito in molti casi ad ottenere gli appalti con le amministrazioni comunali attraverso finte gare a cui partecipavano solo ditte a lui riconducibili. L’ uomo offriva anche un molteplicità di servizi aggiuntivi come, ad esempio, l’ incarico retribuito di "videoterminalista" . In tutti i verbali di contestazione prodotti dagli autovelox, grazie a un sofisticato sistema informatico, venivano riportate sempre le matricole delle uniche due apparecchiature omologate, cosicché gli sfortunati automobilisti non avevano strumenti per poter contestare l’ idoneità degli autovelox davanti ai giudici. In realtà, le apparecchiature registravano una velocità superiore del 15% rispetto a quella reale. Le violazioni del codice illecitamente contestate sarebbero 82mila con indebite richieste di sanzioni per circa 11,5 milioni di euro. L’ indagato era riuscito a costruire un "impero" grazie ai proventi incamerati con gli autovelox taroccati, mettendo su una fittissima rete di società alcune delle quali ad oggi ancora attiva (27), sette sottoposte a procedure concorsuali e 4 in liquidazione o cessate. L’ uomo, attraverso vari prestanome, avrebbe secondo gli accertamenti della Gdf sottratto a tassazione circa 18 milioni di euro con un’ evasione di imposte pari a circa 13 milioni di euro. Per il Codacons deve intervenire il governo. Molti consumatori, infatti, non sapendo che le multe erano illegali hanno pagato le multe e ora non possono più presentare ricorso né al Prefetto né al Giudice di pace, sia perché sono passati i 60 giorni dalla notifica sia perché non si può impugnare la multa «qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta».
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