Autovelox truccati, “restituire i soldi e i punti della patente”
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fonte:
- Brescia Oggi
«Il Governo intervenga affinché siano restituiti sia i punti della patente ingiustamente decurtati sia i proventi delle sanzioni indebitamente incassati dagli enti coinvolti nell’ inchiesta». A chiederlo sono i consumatori del Codacons in merito allo scandalo autovelox che ha portato a 558 denunce e al coinvolgimento di 146 amministrazioni comunali, con 367 funzionari pubblici. E reazioni all’ indagine della Guardia di finanza si registrano in alcune di queste amministrazioni. A Urago d’ Oglio il sindaco Antonella Podavitte si dice «senza parole, ma soprattutto senza elementi da analizzare. L’ unica cosa certa è che quanto accaduto riguarda un accordo che il Comune ha stipulato per il periodo tra il 1996 e il 2008. Io non c’ entro con questa vergogna, anche se prima di esprimere condanne voglio prima leggere il dossier che la Polizia Locale mi fornirà nei prossimi giorni». Già lunedì il sindaco, che è anche avvocato, conta di poter disporre della documentazione che ha legato le Amministrazioni precedenti alla società accusata di aver «taroccato» gli autovelox e di averne condiviso la «rendita», con accordi percentuali sugli incassi. «Da quanto ci sono io – spiega Podavitte – è cambiato il modo di usare il l’ autovelox, il cui impiego si è drasticamente ridotto. Solo occasionalmente ricorriamo a questa strumentazione come deterrente, e mai come mezzo per fare cassa. Anche per questo non ne possediamo uno, ma lo noleggiamo da un’ azienda che nulla ha a che fare con l’ indagine». NELLE ULTIME ore il primo cittadino ha avuto incontri serrati con la Polizia Locale per un primo «interrogatorio» su come funzionava il rapporto con il fornitore. «Non voglio sputare sentenze – spiega il primo cittadino – ma un mio comunicato non si farà attendere». Intanto Giordano Biserni, presidente dell’ Associazione sostenitori della Polstrada (Asaps) fa sapere che «è ora di dire basta a chi usa l’ autovelox solo per fare cassa utilizzando anche trucchi e inganni, le associazioni che si occupano di sicurezza stradale dovrebbero costituirsi parte civile nei procedimenti penali». Esortazione presa in parola dallo Sportello dei dirittì, fondato da Giovanni D’ Agata, componente del dipartimento tematico nazionale «Tutela del consumatorè dell’ Italia dei Valori» che si costituirà parte civile, affiancando gli automobilisti che chiederanno la restituzione di quanto pagato per le multe.
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