Alla pompa, gli effetti delle crisi politiche nel Nord Africa, li abbiamo già constatati
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fonte:
- Il Mattino
Alla pompa, gli effetti delle crisi politiche nel Nord Africa, li abbiamo già constatati, con il prezzo dei carburanti sempre più in alto. Tra non molto, probabilmente, ne verificheremo altri sulle bollette della luce e del gas. Secondo gli esperti di Nomisma Energia, infatti, già ad aprile le famiglie italiane potrebbero ricevere bollette più care di circa il 2% per il metano e dell0 0,8% per l’elettricità, come conseguenza diretta del carogreggio dovuto alla crisi libica. In soldoni significa circa 25 euro di aggravio su base annua (+21,2 euro per il gas, +3,2 euro per la luce). Per ora si tratta solo di previsioni che, se trovassero conferma nell’aggiornamento tariffario dell’Autority di fine marzo, si tradurrebbero nel secondo aumento trimestrale consecutivo per il gas e del primo rincaro delle bollette elettriche da oltre due anni. Ma non solo le famiglie. I rincari andrebbero a colpire anche i settori produttivi, e in alcuni casi – come sottolinea la Coldiretti – potrebbero essere particolarmente significativi. Diventa quindi sempre più importante l’incontro che si terrà al Ministero dello Sviluppo Economico, proprio sul carobenzina, il 22 marzo. Incontro dal quale, sia le rappresentanze dei consumatori che dei sindacati, sperano possa uscire un intervento ”compensativo” – magari con una riduzione delle accise – da parte del governo. «Dopo le fiammate del prezzo della benzina, tornato ai massimi di luglio 2008, stanno arrivando le stangate sulle tariffe elettriche e del gas», dice Davide Tabarelli, esperto di Nomisma Energia. E purtroppo non è detto che finisca qui. «Gli attesi rincari dovrebbero essere i primi di una lunga serie», fa notare l’esperto di Nomisma Energia spiegando che si attende un trend rialzista «che continuerà per tutto il 2011» per «i meccanismi, regolatori o di mercato, con i quali vengono trasferiti ai consumatori finali i maggiori costi del petrolio». Per cui le ripercussioni sulletasche degli italiani potrebbero essere molto più consistenti. L’Italia «è tra i paesi più esposti alle dinamiche internazionali del petrolio, e lo si vede proprio nelle bollette, con il prezzo del gas che di fatto, con un ritardo di nove mesi, è ancorato a quello del barile. Ed è anche la fonte più usata nella generazione elettrica». Particolarmente preoccupata la Coldiretti: «L’aumento delle tariffe energetiche è gravoso per le famiglie e per le imprese con un aumento dei costi di produzione che in agricoltura fanno segnare nel 2011 un aumento medio del 4,4% con punte del 16,9% per i mangimi e del 6,4% per i carburanti agricoli». In affanno potrebbero essere soprattutto le attività agricole che necessitano del riscaldamento e quindi le serre (fiori, ortaggi e funghi) e le stalle. Le stime indicano per l’intero settore agricolo un aggravio di costi pari a circa 200 milioni di euro su base annua. E mentre il governo ha rinviato tutto all’incontro del 22 marzo, i consumatori riuniti nel Codacons annunciano: «Fermate gli speculatori. Siamo pronti – dice il segretario nazionale dell’associazione Francesco Tanasi – a una marcia a Roma per protestare contro l’inerzia del governo sul caro benzina». gi.fr. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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