Migliora la crescita 2010 per l´Istat il Pil sale a +1,2%
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fonte:
- la Repubblica
ROMA – Sorpresa: dopo un biennio sotto zero l´Italia chiude il 2010 con un Pil in crescita dell´1,2%. L´Istat rivede il dato al rialzo, correggendolo per i giorni lavorativi: un mese fa aveva parlato di un´espansione dell´1,1%. Ma i ritocchi non bastano a cambiare la situazione dell´economia nazionale che resta in affanno rispetto alla media di Eurolandia: nel quarto trimestre, sui tre mesi precedenti, la crescita italiana è solo dello 0,1% contro lo 0,3 dei partner della zona euro. Rispetto allo stesso periodo del 2009, il Pil nazionale aumenta dell´1,5, quello europeo del 2. Questo risultato, che segue un meno 5,2% del 2009, è in linea con le stime del governo, appena più ottimistico delle previsioni della Banca d´Italia (1,1), in sintonia con l´Fmi e l´Ocse. Si conferma il divario con il resto della Ue: marcato è il gap con la Germania (+0,4% congiunturale e +4% tendenziale); meglio dell´Italia va anche la Francia (rispettivamente +0,3% e +1,5%). Fuori dall´Unione monetaria, gli Usa crescono dello 0,7% e del 2,7% su base annua, mentre vanno peggio Regno Unito e Giappone, ma solo nel confronto con il terzo trimestre: per l´economia nipponica gli analisti temono ora le conseguenze dello tsunami. Sui dati del Pil, cauto è il commento del segretario Pd Pierluigi Bersani secondo cui la «flebile crescita delle imprese non si tradurrà in occupazione». Scettica la Uil: «La ripresa dell´economia è ancora in discussione». Il Codacons azzarda una previsione: l´Italia tornerà ai livelli pre-crisi solo nel 2015. Sul piano congiunturale, si registra uno stallo dei consumi finali e la contrazione degli investimenti fissi lordi (-0,7%), con un calo accentuato per i trasporto (-1,7%): queste cifre cambiano segno e diventano quasi tutte positive su base annua. Nell´analisi dei settori, l´industria registra un meno 0,2% rispetto al terzo trimestre, mentre avanza l´agricoltura (+1,5 congiunturale e +2% tendenziale). Il ministro Giancarlo Galan annuncia con soddisfazione che il settore agricolo «è tornato a crescere». Le associazioni di categoria parlano di agricoltura «vitale, nonostante tutto». Confagricoltura chiede al governo scelte mirate per migliorare la competitività. Archiviato il 2010, resta da vedere cosa accadrà quest´anno. La Confindustria, pur intravedendo segnali positivi per l´economia, teme un effetto-Libia, ovvero ripercussioni sulla crescita dovute ai rincari del petrolio e delle materie prime. Un greggio a 115 dollari al barile- questo il succo dello studio degli industriali – può comportare un minor livello del Pil italiano dello 0,7% in due anni, a parità di condizioni. Si vedrà. Al momento si sa soltanto che l´Istat, per quest´anno, calcola una crescita «acquisita» pari allo 0,4%: è ciò che si verificherebbe per il puro effetto trascinamento del 2010 se in tutti e quattro i trimestri dell´anno si registrasse crescita zero. (e.p.)
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