PIL: ISTAT RIVEDE AL RIALZO; +1,2% 2010
L’Istat ha rivisto al rialzo, dall’1,1% all’1,2%, il dato del Pil italiano corretto per gli effetti di calendario per l’anno 2010. Per il Codacons questo aumento rispetto alla stima preliminare non cambia la sostanza del problema, ossia che per recuperare il crollo verificatosi nel 2008 e nel 2009, con questo misero ritmo di crescita occorrerebbe aspettare fino al 2015 per ritornare al livello del Pil pre-crisi.
Il confronto con il 2009, insomma, è improponibile, considerato che in quell’anno l’Italia ha avuto il peggior crollo del Pil mai registrato dal dopoguerra ad oggi. Il Pil corretto per gli effetti di calendario era precipitato, infatti, del 5,2%. Con il rialzo del 2010 non si recupera nemmeno il dato del 2008, quando il Pil scese dell’1,3%.
Inevitabile e scontato, quindi, che oggi si migliori rispetto a quella catastrofe. Il problema è il ritmo ed il numero di anni che saranno necessari per recuperare quel gap, che, tradotto, significa quanto ci vorrà perché riaprano le fabbriche che nel frattempo hanno chiuso e sia ridato un lavoro a chi lo ha perso. Non si tratta, insomma, di matematica, ma di ridare una speranza a quelle famiglie che in questo momento sono sul lastrico. Non è accettabile e tollerabile, quindi, che a queste famiglie si dica che devono aspettare fino al 2015 per riavere una speranza.
Ecco perché il Governo dovrebbe vergognarsi di non aver voluto fare una politica dei redditi a sostegno delle famiglie, disperdendo i pochi soldi disponibili in troppi provvedimenti spot inefficaci ed inconcludenti.
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