10 Marzo 2011

Lavori nella riserva di Isolabella Il Wwf presenta un altro esposto

Lavori nella riserva di Isolabella Il Wwf presenta un altro esposto
 

TAORMINA Rimangono accesi i riflettori su Isolabelli e sui lavori in atto e ormai in dirittura d’ arrivo, a Villa Bosurgi. C’ è sempre più fermento a Tarmina sulle opere disposte dalla Regione nell’ ottica del percorso di musealizzazione previsto nel complesso che domina l’ isolotto. Le opere consegnate nella primavera del 2010 (a cura dell’ assessorato ai Beni culturali con stazione appaltante la Soprintendenza di Messina) rientrano in un progetto dell’ importo complessivo di 1.387.000 euro e dovrebbero essere ultimate il 26 marzo. A far discutere però è soprattutto il fatto che chiunque abbia modo di rivolgere lo sguardo sull’ isolotto può vedere un corpo edilizio che sembra un "fungo" in mostra nel verde di Isolabella. Sull’ argomento registriamo una nota della dott. Annamaria Scifo, ex direttore della Riserva Naturale ai tempi della gestione Wwf. «E’ inevitabile che l’ impianto di un cantiere in un’ area così piccola e articolata – afferma la Scifo – possa destare delle preoccupazioni; se poi l’ area è zona A di riserva, il rischio di arrecare seri danni all’ ecosistema e alla biodiversità è reale. Da una attenta osservazione si nota un po in tutta l’ isola l’ assenza di alcuni alberi e arbusti, a parte tutta la vegetazione della rupe sulla torretta. Qualcuno potrà dire che i cespugli ricrescono, ma siamo in zona A di riserva, dove ogni cespuglio ha la sua importanza. Anche quella definita erbaccia spesso non lo è, perchè trattasi di macchia mediterranea, importante per artropodi, insetti, rettili e uccelli. «Ad esempio – aggiunge la Scifo – il "Limonium ionico" che in questo periodo non è fiorito, sembra proprio erbaccia e invece è una pregiata specie endemica. La mia paura è che alla fine dei lavori sarà realizzato un bel giardino pubblico, lontano dalla unicità di un luogo che in un perfetto connubio tra macchia mediterranea ed essenze esotiche, era stato indicato come il cuore di una riserva naturale. «Per quanto riguarda la casa del custode – conclude la dott. Scifo – possiamo dire che non ha subito importanti variazioni rispetto al passato, è stato sostituito il tetto e forse appare alquanto allungata verso destra, ma nulla di rilevante». Secondo gli addetti ai lavori, ci sarebbe un problema di impatto visivo dovuto all’ assenza momentanea di vegetazione a copertura del caseggiato, che comunque esisteva già anche prima. Per questo la struttura sarebbe adesso eccessivamente visibile. Ma, come precisa la Scifo, quello stesso verde rimosso potrebbe non essere una serie di erbacce ma parte di una macchia mediterranea di assoluto rilievo nel contesto di Isolabella. Ma c’ è, intanto, un’ altra notizia che arriva proprio dal Wwf. L’ avv. Aurora Notarianni, legale dell’ ente ambientalista, ha presentato pochi giorni fa al Tribunale di Messina un’ integrazione all’ esposto già a suo tempo posto all’ attenzione della Procura in merito ad alcune ipotesi di reati ambientali che sarebbero avvenuti nella Riserva di Isolabella. Ricordiamo che, in oggetto all’ esposto presentato il 12 settembre 2009, con ordinanza del 13 dicembre 2010 il Gip rilevò la necessità di disporre «accertamenti volti a verificare l’ eventuale violazione di cui agli artt. 181 comma 1 bis d.lgs 42/2004 essendo gli interventi, pure documentati fotograficamente, ricadenti in zona sottoposta a vincolo». I tre mesi aggiuntivi di attività investigativa chiesti a dicembre dal giudice al Pm arrivano a conclusione in questi giorni. Quindi degli sviluppi, in tal senso, potrebbero esserci in tempi brevi. L’ avv. Notarianni ha depositato adesso un dossier fotografico contenente delle immagini che ipotizzano possibili «abusi edilizi perpetrati e la diminuizione delle specie arboree. Negli anni – scrive l’ avv. Notarianni – si è osservata la tecnica di costruire terrapieni ricoperti di alberi o arbusti, di svuotare i terrapieni a lavori ultimati e realizzare le aperture togliendo le pietre e, quindi, eliminare la vegetazione posta a copertura». Su Isolabella analoghe azioni sono state di recente intraprese anche dal Codacons.

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