Consumatori: ampliare le condizioni necessarie per sospendere le rate
ROMA Per far fronte all’aumento dei tassi sul credito al consumo così come agli aumenti sui mutui «serve un primo passo verso una riforma fiscale che diminuendo le tasse ai lavoratori e alle imprese aumenti il potere d’acquisto». Lo ha detto il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo, commentando i dati resi noti da Bankitalia.
Ma sui mutui riparte la protesta dei consumatori. L’aumento dei tassi dei mutui rilevato dalla Banca d’Italia, in aggiunta a quello annunciato dalla Bce per aprile metterebbe a rischio 30mila famiglie che finora sono riuscite a pagare le rate. È la stima del Codacons che commentando le cifre di Via Nazionale, ha sottolineato come dimostrino «che anche il ceto medio italiano ha sempre meno soldi ed è costretto, per far fronte alle spese di tutti i giorni, o ad attingere alle riserve liquide del conto corrente o ad indebitarsi».
«In pratica – ha spiegato l’associazione dei consumatori – la crisi non riguarda più solo gli individui poveri, ma anche chi, fino al 2008, occupava una posizione intermedia nella distribuzione della ricchezza, come piccoli commercianti ed artigiani».
La seconda brutta notizia contenuta nel Bollettino della Banca d’Italia è che per le famiglie italiane i mutui ed i prestiti sono diventati più cari, a differenza degli interessi riconosciuti sui conti correnti che scendono dallo 0,36% allo 0,35%. «Per questo il Codacons rinnova la richiesta al ministro Tremonti di rivedere immediatamente il Decreto 132 del 21 giugno 2010 ampliando le condizioni necessarie per poter sospendere il pagamento delle rate, a cominciare da quella di aver avuto un aumento di rata mensile di almeno il 20%», ha concluso l’associazione.
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