Mutui, stangata in arrivo sui tassi
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fonte:
- Il Piccolo
MILANO Stangata in arrivo per le famiglie – circa 2,3 milioni – che hanno acceso un mutuo a tasso variabile. Il possibile rialzo dei tassi di riferimento da parte della Bce ad aprile (ancora al minimo record dell’ 1% da quasi due anni), come profilato dallo stesso presidente Jean Claude Trichet spingendo l’ euro oltre quota 1,4 dollari, avrà «forti ricadute», avvertono Adusbef e Federconsumatori. Ricadute che, secondo i calcoli delle due associazioni, peseranno sul portafoglio domestico fino a 624 euro l’ anno. Sono 30 mila, per il Codacons, le famiglie a rischio, che si troverebbero cioè in difficoltà a pagare il mutuo anche solo con un rialzo di un quarto di punto dell’ istituto centrale di Francoforte. A confermare i timori dei consumatori, l’ avanzata del tasso Euribor a 3 mesi, il tasso che le banche applicano fra loro per i prestiti trimestrali e che viene preso come riferimento dalle stesse per indicizzare i mutui: oggi ha toccato i massimi da giugno 2009, salendo di sei punti base all’ 1,162%. Questo, proprio sulla spinta della prospettiva di una stretta monetaria della Bce già ad aprile, nel Consiglio direttivo del 7. Mario Draghi, presidente del Financial Stability Fund e governatore della Banca d’ Italia, al simposio della Banca di Francia su squilibri e regole dopo la crisi, ha lanciato un monito ai mercati. E’ «imperativo» resistere alla tentazione di «far prevalere una logica puramente interna» nella formulazione delle politiche macroeconomiche nazionali, ha affermato Draghi, invitando i Paesi del G20 e non solo ad «agire insieme per assicurare una ripresa durevole e mettere l’ economia globale sulla strada di una crescita sostenibile e solida». Provvedere a «tenere la propria casa in ordine», ha spiegato, è necessario, e «porta lontano nella cooperazione internazionale», ma al momento «non è sufficiente. Se questi progressi non saranno fatti, e se non si analizzeranno con cura le cause della crisi, «gli squilibri resteranno per molto, molto tempo», ha rimarcato Draghi. Una posizione condivisa da Lorenzo Bini Smaghi, membro del board esecutivo della Bce, che ha sottolineato l’ importanza di rafforzare la sorveglianza, chiedendosi in modo «aperto e trasparente» che cosa non ha funzionato in materia nel periodo precedente alla crisi. Invita a non abbassare la guardia, per evitare «una nuova crisi alla greca», anche il commissario europeo agli Affari economici Olli Rehn, che ammonisce: «L’ Europa ha imparato le lezioni giuste della crisi, e ha agito di conseguenza. Ma un risultato positivo non è garantito».
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