5 Marzo 2011

Sale l’ euribor, stangata sui mutui

Sale l’ euribor, stangata sui mutui
 

ROMA – Stangata in arrivo per le famiglie – circa 2,3 milioni – ma anche per le imprese che hanno acceso il mutuo a tasso variabile. Il possibile rialzo dei tassi di riferimento da parte della Bce ad aprile (ancora al minimo record dell’ 1% da quasi due anni), come profilato dallo stesso presidente Jean Claude Trichet spingendo l’ euro oltre quota 1,4 dollari, avrà «forti ricadute», avvertono Adusbef e Federconsumatori. Ricadute che, secondo i calcoli delle due associazioni, peseranno sul portafoglio domestico fino a 624 euro l’ anno. Sono 30 mila, per il Codacons, le famiglie a rischio, che si troverebbero cioè in difficoltà a pagare il mutuo anche solo con un rialzo di un quarto di punto dell’ istituto centrale di Francoforte. A confermare i timori dei consumatori, l’ avanzata del tasso Euribor a 3 mesi, il tasso che le banche applicano fra loro per i prestiti trimestrali e che viene preso come riferimento dalle stesse per indicizzare i mutui: ieri ha toccato i massimi da giugno 2009, salendo di sei punti base all’ 1,162%. Questo, proprio sulla spinta della prospettiva di una stretta monetaria della Bce già ad aprile, nel Consiglio direttivo del 7. Le rate dei mutui indicizzati subiranno un aumento di 11 euro al mese, ossia 132 euro l’ anno, considerando un mutuo decennale di 100.000 euro, nel caso in cui la Bce dovesse procedere ad un rialzo di un quarto di punto (i tassi variabili passerebbero, quindi, da un minimo del 2% circa al 2,25%). La rata mensile sale da 920 a 931 euro. Nel caso, invece, di un rialzo di mezzo punto (dal 2% al 2,50%), il rincaro sarà di 23 euro al mese, 276 euro annui, con la rata mensile che passa a 943 euro. Anche il franco svizzero è avanzato come bene rifugio, con il petrolio ai massimi da 29 mesi a questa parte a 104,09 dollari al barile, mentre da Parigi il Presidente della Bce, Jean-Claude Trichet avverte che bisogna rendere il sistema monetario più stabile. Secondo il numero uno dell’ Eurotower, il principale problema dell’ attuale sistema monetario internazionale è che in esso «convivono» monete con cambi totalmente flessibili e monete con cambi regolamentati. «Per ora e per il futuro» il punto principale per le politiche economiche e monetarie globali «è rendere il sistema, qualunque esso sia, più stabile, riducendo gli squilibri», ha detto Trichet. Portare avanti le riforme della regolamentazione finanziaria, e farlo in modo coordinato e cooperativo, è la ricetta per il ritorno alla crescita globale presentata da Mario Draghi, presidente del Fsb e governatore della Banca d’ Italia, al simposio della Banca di Francia su squilibri e regole dopo la crisi. Se questi progressi non saranno fatti, e se non si analizzeranno con cura le cause della crisi, «gli squilibri resteranno per molto, molto tempo», ha rimarcato Draghi. Una posizione condivisa da Lorenzo Bini Smaghi, membro del board esecutivo della Bce, che ha sottolineato l’ importanza di rafforzare la sorveglianza, chiedendosi in modo «aperto e trasparente» che cosa non ha funzionato in materia nel periodo precedente alla crisi. Ottimismo da Berlino: «Siamo «sulla buona strada» per la definizione di regole più stringenti del Patto di Stabilità, ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel al termine dell’ incontro a Berlino con il presidente dell’ Eurogruppo, Jean-Claude Juncker.
 

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