MALTEMPO: CODACONS, ESPOSTI CONTRO ENTI LOCALI ZONE COLPITE E PROTEZIONE CIVILE
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fonte:
- Adnkronos on line
PER DISASTRO COLPOSO, INONDAZIONE COLPOSA, ABUSO E OMISSIONE DI
ATTI D’UFFICIO
Roma, 3 mar. – (Adnkronos) – Il Codacons annuncia che
"depositera’ oggi stesso una serie di esposti alle Procure della
Repubblica competenti per le zone colpite da frane, alluvioni e
smottamenti legate alla pioggia di questi giorni. Nello specifico le
regioni interessate sono Marche, Puglia, Basilicata, Abruzzo,
Calabria, Sicilia ed Emilia Romagna".
Alla magistratura l’associazione chiede di "aprire delle
indagini nei confronti degli enti locali (Regioni, Province e Comuni)
e della Protezione Civile, valutando, a seconda delle situazioni, le
fattispecie di disastro colposo, inondazione colposa e abuso e/o
omissione di atti d’ufficio, nonche’ la violazione del D.Lgs 152/2006
(Testo unico ambientale) e del D.Lgs n. 49/2010 (Valutazione e
gestione dei rischi alluvioni)".
"Gli enti locali e la Protezione civile hanno la responsabilita’
di prevenire situazioni di pericolo per gli abitanti, e di mettere in
sicurezza le zone a rischio", sottolinea il Codacons nel testo
dell’esposto. "Sussiste in capo alle istituzioni e alle
pubbliche amministrazioni preposte – prosegue il Codacons – il dovere
di adottare tutti quei provvedimenti amministrativi tesi ad eliminare,
scongiurare e/o comunque ridurre a condizione di normale
tollerabilita’ il pericolo concreto su interessi giuridicamente
rilevanti ed omogenei (nel caso di specie il diritto alla incolumita’
pubblica e privata) degli abitanti le localita’ rientranti in
situazioni di rischio idrogeologico conformemente ai poteri e alla
disciplina vigente in materia".
"Vogliamo sapere se tali enti hanno fatto tutto il possibile per
evitare i disastri che si stanno verificando in queste ore in molte
regioni d’Italia, e se vi siano stati ritardi e omissioni che abbiano
compromesso la sicurezza dei cittadini", spiega il Presidente del
Codacons, Carlo Rienzi.
Afferma, infine, Rienzi, "75mila cittadini vivono oggi in zone
individuate dalle autorita’ preposte come a rischio frana. Proprio in
favore di costoro abbiamo avviato una class action per costringere gli
enti locali a mettere in sicurezza le aree a rischio, e far ottenere
alle famiglie un giusto risarcimento. Class action su cui a breve si
pronuncera’ il Tar del Lazio".
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