4 Marzo 2011

Ma il Codacons prepara la carta bollata contro Comuni e Protezione Civile

Contatto Marcegaglia-Andreani: è pressing degli industriali sul Governo
 

ANCONA – Imprenditori, agricoltori, sindacati, associazioni dei cittadini e ambientalisti. Il giorno dopo l’ inferno di vento e pioggia che ha investito le Marche, le categorie chiedono azioni tempestive per ripartire. Ma alcune sono già sul piede di guerra. Come il Codacons, che denuncia enti locali e protezione civile per disastro colposo e inondazione. Partiamo da Confindustria Marche. Il presidente Paolo Andreani rivela di essere già stato contattato dalla leader nazionale Emma Marcegaglia «che si è messa a nostra disposizione per tutti quei provvedimenti che saranno necessari per far ritornare alla normalità il sistema industriale duramente colpito dall’ alluvione. Ho immediatamente informato Spacca – prosegue Andreani – e insieme abbiamo concordato una strategia comune per fare pressione sul Governo con l’ aiuto della presidente Marcegaglia». Cgia e Cna hanno inviato una lettera al governatore segnalando la «difficilissima situazione che in queste ore stanno vivendo le imprese colpite dal maltempo» e chiedono alle istituzioni che «si agisca presto». Mentre Cgil, Cisl e Uil sostengono la richiesta di calamità naturale avanzata dalla Regione e chiedono con forza l’ apertura di un tavolo istituzionale con il Governo. Durissimo il Codacons, che ieri ha depositato una serie di esposti alle Procure delle zone colpite dal maltempo. «Vogliamo sapere – dice il presidente Rienzi – se gli enti hanno fatto tutto il possibile per evitare i disastri nelle Marche e si vi siano ritardi e omissioni che abbiano compromesso la sicurezza dei cittadini». Critiche anche dagli ambientalisti. Il Wwf denuncia: «La causa principale del diffuso dissesto idrogeologico è la quotidiana mala gestione dei fiumi e dei versanti. Le intense piogge di questi giorni non bastano a giustificare il continuo stato di calamità naturale in cui si trova il nostro territorio». Le richieste del Wwf: istituire le Autorità di distretto per coordinare gli interventi di difesa del suolo e di qualità delle acque; rivedere il Piano strategico idrologico previsto dal ministero dell’ Ambiente; ripristinare i finanziamenti ordinari per la difesa del suolo. Anche Legambiente vuole interventi tempestivi e parla di 185mila marchigiani esposti a pericolo derivante dal rischio idrogeologico. Chiedono subito un tavolo verde per l’ agricoltura anche le associazioni-Confagricol tura, Cia e Copagri Marche: «Vogliamo incontrare la Regione per capire come e dove ricavare i fondi adeguati per sostenere gli operatori di un settore in profonda crisi a prescindere dall’ alluvione di questi giorni». Anche la Coldiretti denuncia: mezzo milione di piante grasse distrutte nel solo ascolano, danni per 3-4 milioni. G.Ci. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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