3 Marzo 2011

CIRIO 200ANNI DIGALERA

CRAC, LE RICHIESTE DEI PM:«QUINDICI PER CRAGNOTTI E OTTO PER GERONZI»

Achille Perego MILANO DUECENTOVENTUNO anni di carcere chiesti dal pm per 31 imputati e, in particolare, 15 anni per Sergio Cragnotti e 8 per Cesare Geronzi, oltre all’ interdizione perpetua dai pubblici uffici mentre di fronte a «fatti gravissimi» non possono essere concesse le attenuanti generiche. A OTTO ANNI dal crac Cirio (fallita nel 2003) che mandò in fumo 1,125 miliardi di euro di bond emessi tra il 2000 e il 2002, lasciando sul lastrico 35mila risparmiatori, ieri sono arrivate le durissime richieste di condanna al processo. Secondo i pm Gustavo De Marinis, Tiziana Cugini e Rodolfo Sabelli, gli imputati (l’ ex patron di Cirio e Lazio e i suoi più stretti collaboratori e familiari oltre ai dirigenti bancari che avallarono i bond) sarebbero responsabili dei reati di falso e bancarotta (fraudolenta, preferenziale e distrattiva) mentre per prescrizione è stato chiesto il proscioglimento dal reato di truffa. Ai giudici del Tribunale di Roma (la sentenza è attesa per maggio), i pm hanno chiesto 15 anni di carcere per Cragnotti (nella foto Ansa, sopra)considerato «il motore di tutto» e al vertice di un giro imponente di operazioni finanziarie, anche infragruppo e con società off shore, la cui ricostruzione resta «misteriosa». Accanto a lui figurano stretti collaboratori a cominciare dal direttore finanziario, nonché genero, Filippo Fucile (12 anni di carcere). Più defilati gli altri familiari (8 anni di reclusione per i figli Elisabetta e Andrea e 6 per il figlio Massimo e la moglie Flora) ma «certe operazioni sono state possibili proprio grazie al consenso di persone di stretta fiducia». PARLANDO poi del ruolo svolto dalle banche De Marinis si è soffermato a lungo su quello della Banca di Roma (presieduta allora da Geronzi) che avrebbe trattato Cragnotti in «modo assolutamente anomalo». Dai verbali emergerebbe infatti la piena consapevolezza già dal 1998 delle difficoltà del gruppo. E l’ emissione dei bond avrebbe fatto parte della strategia di rientrare dall’ esposizione (concesse circa il 40% dei finanziamenti complessivi). Strategia di cui sarebbe stato a conoscenza Geronzi ( nella foto Ansa ) e il cui ruolo spicca insieme con quello dell’ ex dirigente Antonio Nottola dai verbali dei comitati esecutivi. Così, per Geronzi e Nottola sono stati chiesti 8 anni di carcere e 6 per l’ allora ad della Popolare di Lodi Giampiero Fiorani. LA RICHIESTA di condanna arriva in un momento difficile per l’ attuale presidente delle Generali che ha visto l’ uscita dal board del Leone di Trieste di Leonardo Del Vecchio e le dure accuse (con la richiesta di ‘ pensionamento’ ) di Diego Della Valle. I legali di Geronzi però parlano di requisitoria «generica e immotivata» e alla correttezza in tutte le volte che la sua condotta è finita al vaglio dei magistrati fanno riferimento ambienti a lui vicini in Generali. Di «richiesta assurda» parla anche Cragnotti mentre i suoi avvocati sostengono che tutte le operazioni furono approvate dagli organi di controllo. Il Codacons, invece, giudica le richieste dei pm troppo benevoli perchè «Cragnotti meriterebbe l’ ergastolo».

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