26 Febbraio 2011

Benzina inarrestabile, sfonda quota 1,6 euro

Benzina inarrestabile, sfonda quota 1,6 euro
 

ìMILANO- Il record a Napo-li. Il caro-benzina ha fatto conquistare al capoluogo campano il primato italiano, con il litro di verde che è schizzato al massimo di tutti i tempi a quota 1 euro e 648 centesimi. E’ l’ effetto Libia sui prezzi dei carburanti, che anche ieri ha visto una nuova ondata di rincari. E ancora una volta, come nei giorni precedenti, il via è partito dalle stazioni di servizio Eni, dove il «prezzo consigliato» per benzina e gasolio è aumentato in una notte di due centesimi tondi al litro. Con la verde che secondo le rilevazioni di quotidianoenergia ha raggiunto punte fino a 1,565 euro al litro, mentre il gasolio è salito a 1,451 euro, superando i livelli del 2008. C’ è poi il picco di Napoli, dove la differenza con il resto d’ Italia risulta ancora più elevata e amplificata per la mancanza di concorrenza (aree di servizio nei grandi centri commerciali e punti vendita no-logo, in pratica le cosiddette «pompe bianche» ), nella rete distributiva locale. Il risultato è che in Campania tra gli automobilisti è scattato l’ allarme: organizzazioni sindacali e associazioni dei consumatori stanno organizzando forme di protesta spettacolari. L’ idea più forte che sta prendendo piede è quella di uno sciopero di massa: uno sciopero della benzina di 48 ore. «Lasciamo le auto a casa- propone il presidente della Federconsumatori Campania, Rosario Stornaiuolo – e utilizziamo solo i mezzi pubblici, per due giorni i distributori di carburante non dovranno vedere nemmeno un’ auto» . Le prospettive, poi, non sono incoraggianti. Stando alle previsioni della Figisc-Confcommercio, «per i prossimi giorni ci si può attendere un ulteriore incremento di due centesimi al litro per la verde e di 1 centesimo e mezzo per il gasolio» . Uno scenario che, allo stato attuale, peserà per almeno 210 euro all’ anno in più sui conti di ogni famiglia italiana. Questa la stima fatta dalle associazioni dei consumatori Adoc, Codacons, Movimento difesa dei cittadino e Unione nazionale consumatori: 90 euro sono i costi aggiuntivi per i rifornimenti di carburante, 120 euro per costi indiretti, in particolare bollette energetiche, trasporti e prezzi dei prodotti trasportati. Una «stangata» , aggiungono, «destinata ad aggravarsi se non saranno presi provvedimenti a salvaguardia dei consumatori» . «Il governo- chiedono le associazioni dei consumatori – deve intervenire subito per la parte di sua competenza. In particolare, l’ esecutivo deve operare sul piano fiscale, varando un decreto urgente che disponga un taglio alle accise, di entità non inferiore ai 5 centesimi di euro al litro, così da alleggerire la spesa degli italiani per i rifornimenti e limitare le ripercussioni del caro-benzina in tutti gli altri settori» . Unica consolazione, se può servire, è che non siamo i soli a dover convivere con il caro benzina. In Spagna, per esempio, il governo Zapatero ha deciso di imporre un nuovo limite di velocità alle auto: dal 7 marzo sulle autostrade spagnole non si potranno superare i 110 all’ ora. L’ obiettivo- o forse la speranza- è ridurre i consumi almeno del 15%.  © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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