27 Febbraio 2011

Brevi

Sono allibito dal fatto che una Associazione per la difesa dei consumatori come il Codacons possa schierarsi a difesa di coloro che trasgrediscono le leggi. Mi riferisco alle notizie di stampa che riportano l’ intenzione di difendere coloro che hanno subito le multe per avere superato i 75 km/h in corso Moncalieri a Torino dove peraltro vige il limite dei 50 Km/h. Le persone multate non sono consumatori ma potenziali criminali, la velocità dei veicoli è per la maggior parte responsabile degli incidenti mortali e, cosa forse ancora più grave, degli incidenti che provocano invalidità permanenti magari a dei ragazzi compromettendo per sempre la loro esistenza. Capisco che siamo in un paese dove si cerca di sottrarsi in ogni modo alle regole e alle leggi, anche quando si ha torto marcio; capisco meno che politici o associazioni si facciano paladini anche degli indifendibili.
Bruno Morra Torino

Gentile signor Morra, forse definire "potenziali criminali" tutti gli automobilisti che superano il limite dei 50 chilometri orari è un po’ eccessivo, ma, nella sostanza, sono totalmente d’ accordo con lei. Non conosco le ragioni per le quali il Codacons abbia scelto di assumere questa singolare difesa, ma ritengo anch’ io che, in questo caso, non si tratti di potenziali diritti violati ma di infrazioni effettivamente commesse. Il fatto che queste infrazioni siano state sanzionate in modo non legittimo non cambia nulla alla sostanza (anche se fa riflettere sulle evidenti difficoltà di funzionamento del sistema). Ma le reazioni dei "consumatori", o cittadini, sul tema delle multe non sono le sole di questo genere. I Tar italiani, e quello piemontese non fa eccezione, sono intasati di ricorsi contro le bocciature scolastiche di ragazzi che si ritengono perseguitati, gli ospedali e i singoli medici passano ormai molto tempo a studiare come tutelarsi dalle possibili cause. Quando poi nel mirino ci sono i nostri comportamenti da automobilista, la situazione peggiora e chi guida si sente parte di un’ unica, grande categoria di perseguitati. Nei prossimi tre mesi, però, chi come lei la pensa diversamente ha un’ importante possibilità: il voto amministrativo. L’ influenza dei singoli elettori, e soprattutto di gruppi formati da elettori, è molto cresciuta in questi anni ed è più facile far sentire la propria voce e incidere sui programmi, almeno a livello locale.
Può farlo anche lei, e i molti (genitori, anziani, chi è già stato colpito da un incidente, ma non solo) che ritengono che la velocità vada moderata ovunque, anche sui grandi corsi. E non sarebbe male se il tutto si inserisse in un programma più vasto, coerente e condiviso: più aree pedonalizzate, più limiti alle auto private in centro, più investimenti sui mezzi pubblici. Tutti ottimi argomenti sulla base dei quali scegliere chi dovrà amministrare la città nei prossimi cinque anni.

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