REGIONE LAZIO: SULLA VICENDA DELLE COMMISSIONI, IL CODACONS SI RIVOLGE ALLA CORTE DEI CONTI
Il Codacons annuncia oggi la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti, merito al caso delle Commissioni interne alla Regione Lazio.
E’ notizia di ieri – spiega l’associazione – la nomina di altre 4 Commissioni, che vanno ad aggiungersi alle 16 già esistenti, così da arrivare ad un totale di 20. La conseguenza – stando all’articolo pubblicato oggi dal Corriere della Sera – sarebbe questa: almeno 76 incarichi per 70 consiglieri. Se consideriamo le indennità spettanti a presidenti, vicepresidenti e componenti vari, si tratta di una bella spesa a carico dell’amministrazione regionale.
Il Codacons chiede dunque alla Corte dei Conti di verificare la correttezza dell’operato della Regione, e accertare eventuali sprechi di denaro pubblico a danno della collettività.
Intanto, sempre in tema di bilancio regionale, la Regione Lazio si prende una bacchettata da parte della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi dal Tar del Lazio su ricorso Codacons.
La vicenda è quella dello stanziamento nel 2006 di una pioggia di milioni di euro da parte dell’amministrazione regionale in favore di associazioni ed enti vari, per iniziative culturali e sociali, avvenuto al di fuori delle più comuni regole di trasparenza e correttezza. A seguito del ricorso del Codacons, c’è stata la pronuncia della Corte Costituzionale, la quale metteva in rilievo come in questa vicenda fosse del tutto mancata a monte la predeterminazione dei criteri selettivi.
Secondo la Corte, infatti, la norma-provvedimento impugnata doveva “ritenersi in contrasto con l’art. 3 Cost., non avendo rispettato il principio di eguaglianza nel suo significato di parità di trattamento”. “Difatti – chiariva la Corte – né dal testo della norma – che contiene, con il rinvio alla tabella, un mero elenco dettagliato di destinatari, di progetti finanziati e di importi ripartiti – né dai lavori preparatori della legge, emerge la ratio giustificatrice del caso concreto, non risultando che il Consiglio regionale abbia osservato criteri, obiettivi e trasparenti, nella scelta dei beneficiari dei contributi o nella programmazione e pianificazione degli interventi di sostegno”.
Così, dunque, si chiudeva un’incresciosa vicenda, che, oltre a ledere gravemente l’interesse generale ad una corretta gestione e distribuzione dei fondi pubblici, e ad aver determinato un danno gravissimo alle casse erariali e, di conseguenza, alla collettività, ha leso irrimediabilmente l’immagine e la credibilità dell’Amministrazione Regionale e dei suoi funzionari.
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