Vendite, la ripresa che non c’ è
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fonte:
- Il Cittadino
Nel 2010 i consumi hanno mancato l’ appuntamento con la ripresa: le vendite al dettaglio sono rimaste pressoché ferme, rimediando solo un aumento dello 0,2%. Troppo poco per rifarsi delle perdite subite nel 2009 e nel 2008. Soprattutto non riescono a rialzare la testa gli alimentari, che in media hanno segnato un calo dello 0,3%. Fanno sempre meno affari i piccoli negozi (-0,7%), mentre va meglio la grande distribuzione, trainata dai discount che segnano una risalita netta (+1,3%). A certificare la situazione di stallo è l’ Istat, che parla di «un andamento stagnante» e anche se nell’ ultimo mese del 2010 non si registrano flessioni nel valore delle vendite, anche grazie al rialzo dei prezzi (+0,4% tendenziale e +0,2% congiunturale) il bilancio non cambia. Infatti, nell’ ultimo trimestre dell’ anno, rispetto a quello precedente, la variazione rimane nulla. Tornando all’ intero 2010 a soffrire di più sono i prodotti per la tavola, con gli italiani che stringono letteralmente la cinghia, basta pensare che le vendite nei piccoli alimentari è scesa dell’ 1,4%. Ad avvantaggiarsene sono i discount, gli unici punti vendita a segnare un aumento netto. Infatti, gli acquisti sono rimasti negativi anche negli ipermercati (-0,3%) e non sono decollati nei supermercati (+0,4%). Il comparto "non food" tiene, invece, meglio (+0,3%). In particolare, salgono le vendite nel settore della foto-ottica (+2,2%), ma non mancano i cali (-1,1% segnato dalle dotazioni per l’ informatica, le telecomunicazioni e la telefonia). Ora gli occhi sono puntati sul 2011. Sempre secondo l’ Istat, il clima di fiducia delle imprese del commercio al dettaglio a febbraio è migliorato, anche se leggermente (l’ indice sale a 101 da 99,8 di gennaio) e all’ inizio della settimana era stato diffuso il dato positivo sulle attese e i giudizi dei consumatori. Meno ottimista il Centro studi di Confindustria che vede per l’ inizio dell’ anno confermarsi la «lenta dinamica dei consumi». A riguardo le associazioni a tutela dei consumatori tagliano corto, per Adesbef e Federconsumatori «in assenza di interventi determinati sul versante della domanda di mercato nel 2011 le cose andranno sempre peggio». Sulla stessa linea il Codacons che fa notare come «gli italiani siano costretti a fare la dieta e a mangiare sempre meno», con «lo spostamento verso i discount, ossia verso prodotti non di marca». E le previsioni della Cia-Confederazione italiana agricoltori per l’ anno in corso non sono buone, con gli acquisti domestici alimentari ancora in lieve riduzione. Tra le voci in positivo, invece, risultano i capitoli elettrodomestici, radio, tv e registratori (+1,9%) e foto-ottica e pellicole (+2,2%).Ecco di seguito la variazione annua registrata dalle vendite al dettaglio nel 2010, secondo i dati diffusi dall’ Istat: alimentari -0,3; farmaci -0,1; abbigliamento -0,1; calzature +1; mobili +0,9; elettrodomestici +1,9; strumenti informatici -1,1; foto-ottica +2,2; casalinghi +0,5; profumeria -0,3; cartoleria -0,5; supporti magnetici +1,7; giochi +0,5.
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