22 Febbraio 2011

Taxi, i consumatori al Tar “Truffa e abuso d’ ufficio”

Taxi, i consumatori al Tar «Truffa e abuso d’ ufficio»
 

«Conclusioni arbitrarie» , «stime irragionevoli» , «errori e trucchi» . In definitiva: «Un tentativo di presa in giro dei cittadini» . I consumatori sferrano l’ ultimo attacco alla stangata taxi. Alla vigilia della sentenza del Tar, che domani deciderà nel merito sull’ aumento delle tariffe varato dal Comune e sospeso il 3 febbraio, il già voluminoso faldone dei ricorsi si arricchisce di una trentina di pagine. Sono i «motivi aggiunti» messi a punto da Codacons, Unione consumatori, Movimento difesa del cittadino e Associazione utenti dei servizi pubblici, alla luce dei quali i 4 comitati giocano una carta a sorpresa: oltre a confermare la richiesta di annullamento del parere della commissione di congruità che ha ratificato la stangata, invitano il Tar a «rimettere gli atti alla Procura della Repubblica» , in quanto la relazione dei 4 esperti nominati dal Campidoglio «potrebbe integrare gli estremi di alcuni reati: falsità ideologica, truffa e abuso d’ ufficio» . É una mossa inaspettata e clamorosa. L’ istanza, se accolta, potrebbe preludere a un’ indagine penale nei confronti dei cosiddetti 4 «saggi» : il vicesegretario generale del Campidoglio Luigi Maggio, il capo dell’ Avvocatura comunale Andrea Magnanelli, il magistrato della Corte dei conti Mauro Orefice e il dirigente dell’ Agenzia Mobilità Luca Avarello. Ma cosa contestano i consumatori nelle «integrazioni» al ricorso? Nel mirino, più che le delibere di giunta, c’ è il parere «di congruità» , in quanto questo è stato definito «vincolante» dal consiglio comunale. Ergo: se salta l’ ok dei «saggi» , salta tutto. E la partita sulle nuove tariffe comincerebbe daccapo. Gli aspetti evidenziati dall’ avvocato Carlo Rienzi del Codacons e dagli altri legali sono numerosi. Primo: la relazione che promuove il caro-taxi (in media più 28%) «non è frutto di alcun modello econometrico come invece vorrebbero far credere i c. d. "4 saggi", che quindi nell’ affermare ciò potrebbero aver attestato il falso» . Inoltre «i pochi calcoli effettuati risultano affetti da errori gravi» , come «la stima di una riduzione del 30%del traffico, che poi aumenta improvvisamente del 5%, del tutto irragionevole e frutto di un trucco» . Il riferimento è al criterio, già confutato dall’ Antitrust, che lega la stangata al minor giro d’ affari patito dalla categoria in seguito al rilascio di 2.000 nuove licenze nel 2007: «Individuare la concorrenza come elemento di costo è un’ assurdità… Semmai le normali logiche di mercato avrebbero dovuto suggerire riduzioni delle tariffe» . Altri rilievi riguardano «l’ aver trascurato i maggiori ricavi, come l’ euro in più per il primo bagaglio» ; l’ aver incluso «pur di gonfiare i costi oneri variabili, che variabili non sono, come l’ imposta sulle persone e i contributi previdenziali» ; il «non aver calcolato che i tassisti ricorrono a polizze cumulative scontate» ; e, ancora, «aver computato come elemento di costo, e quindi di aumento tariffario, gli sconti per donne o malati: come dire -puntualizzano i consumatori -che si fanno gli sconti ad alcune categorie, ma a carico degli utenti stessi» . Contestato anche un conteggio matematico: i «saggi» , per calcolare il chilometraggio annuo «perduto» da ogni tassista (15 mila km) per effetto della liberalizzazione, avrebbero sbagliato un’ equazione. L’ attacco, insomma, concentrico. Con una nota finale riferita alla trattativa con tassisti e consumatori aperta nei giorni scorsi dall’ assessore Antonello Aurigemma: «Nella pratica poi il Comune stesso -ricordano con un pizzico di perfidia i ricorrenti -ha avviato un tavolo di confronto per ridefinire le giuste tariffe» . E dunque, concludono, «se la sospensiva fosse negata il tavolo salterebbe all’ aria contro la stessa volontà dell’ amministrazione» .  © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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