17 Febbraio 2011

Vacanze sempre più un lusso per pochi turisti tricolori

il Belpaese attrae di meno ma le mete del Sud tengono

Roma. Consuntivo amaro per il turismo italiano nel 2010: la fotografia scattata dal Rapporto dell’Istat «Viaggi e vacanze in Italia e all’estero nel 2010» ha evidenziato più di una lacuna e numerosi segni negativi nel panorama del settore, tratti evidenti di una gelata economica che, seppur caratterizzata da un respiro internazionale, si è fatta sentire pesantemente nei portafogli di molti italiani.
Anche se non mancano segnali incoraggianti. Tuttavia sono risultati in territorio negativo rispetto al 2009 capitoli importanti come i viaggi per vacanza, il numero delle villeggiature brevi e il numero dei pernottamenti per vacanze brevi. Ma ancora più pesante è la contrazione del numero delle partenze. Nel corso di un trimestre, le partenze sono passate dal 28% del 2009 al 27%. Tra i residenti nelle regioni del Centro sono passate dal 32% del 2009 al 30,4% del 2010. Sotto il profilo delle destinazioni, nel 2010 hanno fatto segnare una contrazione del 13,4% gli spostamenti con mete italiane, che rappresentano l’81,7% del complesso dei viaggi. A evidenziare più di tutti il segno meno, i viaggi diretti verso le regioni del Centro (-18,7%), meta verso cui diminuiscono sia i viaggi di vacanza (-16,2%) sia i viaggi effettuati per motivi di lavoro (-30,7%).
Fanno segnare un buon incremento, invece, le vacanze prenotate utilizzando internet (+11,5%), mentre diminuiscono i viaggi senza prenotazione (-24,6%).
Ma il calo più pesante è quello fatto segnare dai viaggi per vacanza (l’87,4% del totale): -11,4%, flessione dovuta in massima parte dalla consistente diminuzione delle vacanze brevi (-18,7%). Questo effetto si è manifestato con maggiore intensità nel 2010, registrando anche un decremento nel numero di pernottamenti per vacanza breve (-18%). I soggiorni di vacanza lunga (di almeno 4 notti) e i pernottamenti per vacanza lunga si sono invece mantenuti stabili. Ma la frenata torna con i viaggi per motivi di lavoro (12,6% del totale), diminuiti del 18,4%.
Infine, è l’auto il mezzo di trasporto regina per i vacanzieri tricolori (67,2%): il tutto a detrimento, a quanto sembra, di aereo e treno, che hanno evidenziato rispettivamente -16,2 e -28,1%.
Tra luglio e settembre 2010 hanno tenuto le mete del Sud: sul gradino più alto la Calabria (8,7%), seguita da Puglia e Sicilia (8,6 e 7,2%).
Sui risultati sono fioccati i commenti negativi, tra cui quello di Federconsumatori e Adusbef, secondo i quali «il crollo sarebbe dovuto alla contrazione del potere d’acquisto delle famiglie, che si va ad aggiungere al drammatico quadro economico registrato da diversi anni a questa parte». Va giù duro anche il Codacons: tutta colpa delle tariffe troppo alte, denuncia il presidente Carlo Rienzi. Ma secondo Armando Cirillo, responsabile turismo per il Pd, «serve un Piano nazionale per il turismo fatto di risorse e priorità». Stesso tono anche per l’esponente Udc Deodato Scanderebech, che invoca «programmi mirati di sostegno e soluzioni concrete per il rilancio».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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