Indennità vigili, la carta dell’ accordo
-
fonte:
- Il Resto del Carlino
LA STRADA per trovare una soluzione, senza doversi presentare davanti al tribunale, c’ è. E il Codacons chiama all’ appello gli agenti della polizia municipale di Rimini, per tentare «la strada della conciliazione», che non impedirà loro «di continuare anche l’ azione legale». Ma l’ associazione dei consumatori, che segue da vicino la questione delle indennità, non risparmia critiche al Comune e al sindaco Alberto Ravaioli. «L’ accordo per le indennità è assolutamente legittimo, l’ amministrazione non può rimangiarsi tutto – sottolinea l’ avvocato Bruno Barbieri, presidente regionale e vice presidente nazionale del Codacons – Non è vero che si tratta di doppia indennità. L’ indennità di vigilanza, corrisposta agli agenti per svolgere controlli e operazioni contro piccoli reati, è diversa dalla indennità di disagio». Insomma, il Comune non può chiedere i soldi indietro «solo perché c’ è stata un’ ispezione del ministero, tanto più che non è stato preso alcun provvedimento. Allora perché togliere ai vigili le somme (1,8 milioni di euro, per le indennità avute tra il 2000 e il 2006) prima che lo faccia il ministero?». BARBIERI invita Ravaioli e anche il futuro sindaco «a occuparsi in prima persona della vicenda», e non lasciarla più gestire ai dirigenti («che spingono per far restituire le somme ai vigili, perché temono di pagare loro in solido per le indennità») e lancia una strada diversa per la risoluzione del contrasto. «Abbiamo depositato la richiesta di conciliazione davanti alla direzione del lavoro. Questo significa che, nel giro di due mesi, e quindi prima dell’ udienza fissata dal giudice, ci sarà l’ occasione di poter dirimere la questione senza arrivare in tribunale. Si può arrivare a un accordo tra vigili e Comune». Ci aveva già provato Uil, ma per il Codacons «il nostro tentativo è diverso. Al Comune non chiediamo solo di non togliere le indennità ai vigili, ma di difendere le indennità davanti al ministero. Siamo convinti che l’ amministrazione possa dire sì alla conciliazione». Intanto il Codacons a Rimini continua le battaglie per i bond argentini e gli altri titoli spazzatatura, compreso il caso Uniland («a Rimini centinaia hanno comprato le azioni»). E rafforza la sua presenza sul territorio: ieri è stata inaugurata la nuova sede, in via Jano Planco 16. Manuel Spadazzi.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
