16 Febbraio 2011

Ber Banca congelata Si muovono i piccoli azionisti

Ber Banca congelata Si muovono i piccoli azionisti
 

UN’ AZIONE collettiva contro Uni Land, la società quotata in borsa finita al centro di una maxi inchiesta della Procura. Un’ altra contro Ber Banca, l’ istituto di credito commissariato che, oltre a essere spuntato nelle maglie del fascicolo su Uni Land, ha addosso anche gli occhi della magistratura che ipotizza i reati di truffa e riciclaggio. Il Codacons entra in azione perché «gli azionisti di Uni Land possano recuperare il costo pagato in più per le azioni della società, il cui valore sarebbe stato gonfiato ad arte». Per quanto riguarda Ber Banca, invece, il presidente Bruno Barbieri dice di voler valutare l’ iniziativa «perché i prestiti e le linee di credito attivate dalla banca hanno permesso di avviare il meccanismo di aggiotaggio che ha portato a gonfiare il prezzo delle azioni Uni Land». IL FRONTE Ber è caldissimo e a fine mese verranno decise le sorti dell’ istituto. Il 28 è in programma, in prima convocazione, un’ assemblea straordinaria dove si varerà un aumento di capitale con l’ ingresso, sempre più vicino, di Intesa Sanpaolo. L’ 1 marzo la seconda convocazione. «Ber Banca ci ha comunicato – ha detto Barbieri – che per alcuni casi si impegnerà già dal 28 di febbraio a far pervenire le somme necessarie per poter venire incontro a oneri finanziari già assunti». In particolare, Barbieri ha fatto riferimento «al caso di una signora che doveva andare a rogito e rischiava di perdere 100 mila euro di caparra. Poi ci sono altre situazioni per cui sono state fissate delle udienze. A fronte di una disponibilità dei vertici attuali (cioè i commissari straordinari, ndr ) di far fronte a queste emergenze, rinunceremo ai procedimenti di urgenza davanti al tribunale». In sintesi: alcuni conti di clienti di Ber Banca saranno valutati come casi di emergenza e per questo sbloccati. DA BER BANCA, però, la situazione viene vista in maniera lievemente meno entusiastica. La gestione ora è affidata ai commissari Fernando De Flaviis e Anna Maria Paradiso. Da via Castiglione viene fatto sapere che nessun conto potrà essere sbloccato in automatico il 28 febbraio: prima, infatti, occorre valutare quale sarà la decisione dell’ assemblea in relazione all’ aumento di capitale da 26 milioni (il 52%, almeno, sarà di Ca’ de Sass), poi si potrà discutere della vicenda dei conti. IL NODO a questo punto riguarda la tempistica: la sera del 6 marzo scadrà il dispositivo che ha stabilito la sospensione del pagamento delle passività di qualsiasi genere e della restituzione degli strumenti finanziari. Tutto deve essere risolto entro quella data, altrimenti si rischia la liquidazione coatta. Per quanto riguarda l’ aumento del capitale, il 48% sarà riservato in opzione agli attuali soci bolognesi, ma se rinunceranno Ca’ de Sass portrebbe salire anche al 100%. Questo, tuttavia, dovrà essere vagliato dall’ assemblea che necessita di una maggioranza pari al 50% più uno. Sarà dall’ assemblea, quindi, che dovranno uscire le risorse straordinarie per emergere dalla situazione di difficoltà e, solo dopo l’ approvazione, verranno sbloccati i conti.
 

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