La par condicio al Festival tra i caschi blu e Tricarico
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fonte:
- Avvenire
C’ è dunque da monitorare il televoto (considerato fuori legge), per evitare manovre e giochetti capaci di decidere il vincitore. Agcom e Codacons sono scatenati. La Rai è furibonda. Il Festival è un’ alchimia. Di suoni, colori, lustrini, pettegolezzi e sempre meno fiori, mischiati con misteriosi dosaggi. Alla fine sono circostanze più o meno astrali che decidono il vincitore. Non basta una bella canzone. Dare per trionfanti i Moda con la giovane Emma, ad esempio, è una strategia per affossarli o per avvicinarli al podio? Radio Italia, Rds e Rtl 102.5 hanno deciso di "spararli" a ogni piè sospinto, mentre invece Radio 1 userebbe il bilancino, a vantaggio di altri. Se così fosse, chi controllerà la par condicio? Potrebbe farlo soltanto una forza di peacekeeping. I caschi blu a Sanremo. B ello l’ acuto di questo giovane cantante che, per ragioni fisiologiche, ha l’ apparato vocale completamente inadatto alle note acute. Tricarico, poeticamente stralunato, non arriverà mai al do di petto e neanche al si bemolle, salvo una martellata sulle gengive, ma la sua «Tre colori», in un certo senso, è un vero acuto a Sanremo, perché si presenta con una semplicità spiazzante. Canta cose semplici, nel cuore di tanti italiani che, però, pochi amano manifestare. Trasmette ottimismo in un momento in cui serpeggia un generale avvilimento. Questo è il suo acuto: «Con l’ aiuto di San Pietro il destino poi ci guiderà ». A voce bassa in un Festival dove tutti sono alla ricerca dell’ acuto sopra le righe.
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