Sciopero del trasporto un giovedì infernale
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fonte:
- Leggo
Il Codacons va all’attacco
Il trasporto pubblico si ferma e la città va in tilt, questo lo scenario che ieri ha fatto da sfondo alla Capitale per lo sciopero degli autoferrotranvieri. L’ incubo è iniziato alle 8:30 quando ad incrociare le braccia sono stati gli autisti di autobus, metro e ferrovie Roma-Lido, Roma-Giardinetti e Roma-Civita Castellana -Viterbo, dal Centro alla periferia fino alle 14. Poi la replica: dalle 17:30 alle 20 solo per le linee periferiche e Cotral. A complicare la situazione anche il blocco della circolazione, previsto anche per oggi, ai mezzi inquinanti nella fascia verde. Ed allora ieri le fermate erano stracolme di passeggeri in attesa per ore di un bus che non arrivava, da via Nazionale al Circo Massimo, da via Ostiense a piazza Barberini, viale Marconi e Piramide, mentre le stazioni della metropolitana A e B restavano sbarrate ed i taxi erano per lo più inaccessibili per la lunga fila di passeggeri in attesa. Anche alla stazione di Termini lo spettacolo era insolito: un piazzale deserto per quel che riguarda i mezzi pubblici, ma stracolmo di persone in cerca di una soluzione. «Entro mezzogiorno devo raggiungere il mio posto di lavoro a Montesacro – spiega Lusia, sui 50 anni – da Termini ho raggiunto Porta Pia a piedi sperando che passasse il 60 ma sto qui da un’ ora e non si vede niente. Non posso prendere il taxi: sarebbe un giorno di lavoro buttato». Insorgono i consumatori: «Gli scioperi non vanno fatti contro i cittadini ma contro l’ azienda – denuncia Carlo Rienzi, segretario del Codacons – dovrebbero scioperare solo i controllori, garantendo così sia il servizio ai passeggeri, felici di non pagare il biglietto, che il danno economico all’ azienda». (ass)
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