9 Febbraio 2011

Strade dissestate a Roma, serve oltre un miliardo

Strade dissestate a Roma, serve oltre un miliardo
 

A via Columella, nel municipio VI, tra la Tuscolana e la Casilina, da anni i cittadini sono ostaggio delle buche che ciclicamente si aprono nel terreno. La strada è attualmente chiusa con transenne a causa di una nuova voragine. Nel municipio XVI (Monteverde), il gruppo municipale del Pdl, capitanato da Antonio Aumenta, ha organizzato per sabato 12 febbraio un’ azione dimostrativa per rattoppare alcune buche delle strade più dissestate, da via Agnelli fino a via degli Arcelli. E ancora: nel Municipio XI (Ostiense-Ardeatino) le due emergenze sono il Lungotevere Dante e via dei Cocchieri. Quest’ ultima è stata in parte chiusa alla circolazione. Così come sta per essere interdetta al traffico via di Pescomaggiore (zona la Rustica, Municipio VII). Sono solo alcuni casi, tra i più eclatanti di dissesto delle strade romane. Un problema, quello dell’ inadeguata manutenzione, con il quale devono fare quotidianamente i conti soprattutto i motociclisti. Secondo l’ Acer (costruttori romani) il problema è strutturale. E non si risolve con la manutenzione ordinaria, ossia la copertura delle buche e la riasfaltatura del manto di superficie. «Il Comune dovrebbe investire 1,2 miliardi in 5 anni – dice Eugenio Batelli, presidente Acer – per la manutenzione straordinaria ossia per il rifacimento strutturale degli 800 km di strade di grande viabilità di sua competenza», con una spesa media di 1,5 milioni per km "bonificato". «E bisognerebbe evitare – continua Batelli – l’ aggiudicazione di gare con ribassi anomali, che non offrono garanzie sulla qualità dei lavori». Un tema, quest’ ultimo, su cui insiste il sindacato. «I risparmi su materiali e costo del lavoro sono all’ ordine del giorno – dice Roberto Cellini, segretario generale Fillea-Cgil Roma e Lazio – perché molti appalti sono vinti con ribassi eccessivi. E i frequenti subappalti vanno a ulteriore detrimento della corretta esecuzione degli interventi». La situazione in città non è ovunque allarmante, perché la stagione delle piogge è alle spalle. E si è da poco concluso un piano straordinario da 50 milioni, finanziato dal Comune, con interventi di manutenzione ordinaria. Resta il fatto che i lavori di manutenzione straordinaria che dovevano partire lo scorso autunno su importanti arterie comunali (via del Corso, via Ugo Ojetti, via Nomentana nel tratto da piazza Sempione al Gra, ecc) non sono iniziati. Mentre la fondazione Ania per la sicurezza stradale, che ha avviato un progetto "black-point" basato sulle segnalazioni dei cittadini, registra 274 casi non risolti di buche a Roma. Senza contare l’ annosa questione delle società di sottoservizi (posa di tubi e cavi nel sottosuolo) che dopo gli scavi non sempre ripristinano in maniera corretta il manto stradale. Uno dei nodi è quello delle risorse. I municipi (di centrosinistra, ma anche di centrodestra) lamentano trasferimenti insufficienti dal Comune per la manutenzione della rete locale di 4.800 km di strade di loro competenza. Con inevitabili aggiudicazioni delle gare a prezzo stracciato. «Ho scritto al sindaco Alemanno per sollevare la questione dei ribassi record», dice Ivano Caradonna (Alleanza per l’ Italia – Api) presidente del Municipio V. «Stiamo pensando di annullare una gara da noi bandita – gli fa eco Pasquale Calzetta (Pdl), presidente del Municipio XII – perché il ribasso del 59% ci sembra eccessivo». Orlando Corsetti (Pd), presidente del Municipio I, spiega che «il servizio di sorveglianza e pronto intervento è stato ridotto da 12 a 4 ore giornaliere, per carenza di fondi». Mentre per Dario Marcucci (Pd), alla guida del Municipio III, la somma annuale totale assegnata dal Comune ai Municipi per la manutenzione stradale («meno di 20 milioni»), è una cifra «da terzo mondo se rapportata ai km di strade di competenza municipale». Dall’ assessorato comunale ai lavori pubblici la replica è: «I Municipi non riescono a spendere i fondi disponibili», che ammonterebbero a circa 26 milioni per il bilancio 2010. Ma il sindaco Alemanno ha ammesso che «sulla viabilità affidata ai municipi serviranno nuovi investimenti». Il Comune, dal canto suo, è atteso ora alla prova del modello di gestione delle strade di grande viabilità, entrato in funzione il 1° febbraio (durata triennale e importo totale di 75,2 milioni), che sostituisce definitivamente il maxiappalto affidato dalla giunta Veltroni alla Romeo gestioni e revocato da Alemanno a inizio 2009. Un nuovo modello che suddivide Roma in 8 lotti, con sorveglianza, pronto intervento e manutenzione ordinaria a carico di 8 diverse aziende o raggruppamenti, vincitrici di gara in base all’ offerta economicamente più vantaggiosa. Per il momento, però, sono numerose le voci critiche. Per Riccardo Forte, presidente coordinamento motociclisti, «finora non c’ è stato un cambio di passo». Mentre il Codacons sta valutando un’ azione collettiva al Tar del Lazio «per il risarcimento danni dovuti al degrado in cui versa la città sul fronte buche, strisce pedonali e pulizia». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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