8 Febbraio 2011

Disabile picchiato, puniti

Botte e insulti in piazza perchè è gay: un anno e due mesi a tre pordenonesi
 
 
Il pm: «Azione gratuita mossa da puro odio, senza barlume di umanità»

Trent’anni, disabile al 100 per cento in seguito a una precedente aggressione, fu picchiato e insultato in piazza XX Settembre per la sua omosessualità. Era il 23 gennaio del 2009. Ieri la giustizia ha presentato il suo conto a Nicola Tuan, 24 anni, di Pordenone, Federico Scabbio (23) di Porcia e Stefano Orsaria (45) di Pordenone, a processo per concorso in violenza privata aggravata dalle condizioni di una persona diversamente abile, dalla violenza usata e dal fatto che l’azione è stata portata a termine da più persone. Il giudice Rodolfo Piccini li ha condannati a un anno e due mesi di reclusione, senza benefici. Provvisoriamente esecutivi i risarcimenti, quantificati in 15mila euro per la parte civile (i tutori della vittima) costituita con l’avvocato Esmeralda Di Risio; in 1 euro per l’Arcigay, che aveva chiesto una cifra simbolica (avvocato Francesco Furlan); 5mila euro al Comune di Pordenone (avvocato Fulvia Bressan) e mille euro al Codacons (avvocato Alessandro Magaraci). Dovranno parte anche le spese di costituzione di parte civile (4.500 euro ciascuno e 1.594 a Codicons).
      Dura la requisitoria del pm Federico Facchin, che aveva distinto le posizioni dei tre imputati riconoscendo un ruolo attivo per Tuan e Scabbio (aveva chiesto una condanna a 2 anni e mezzo; un anno e due mesi per Orsaria). Ha parlato di «un’odiosa manifestazione teppistica», «se la sono presa con un portatore di handicap, in pieno centro a Pordenone, in totale spregio a comportamenti civili». Ha parlato di «un’azione gratuita mossa da puro odio, senza un barlume di umanità». Nel formulare le richieste ha poi tenuto conto del comportamento processuale degli imputati: «Nessun risarcimento, nessuna richiesta di scuse, nessuna responsabilità civile, ma un totale menefreghismo, sghignazzavano in aula suggerendo ai testimoni le risposte».
      Durante il processo grazie alle testimonianze sono stati ricostruiti nei dettagli l’inseguimento cominciato in via Cossetti e l’aggressione in piazza XX Settembre, ieri confermati anche dai banconieri del "Bar Posta". La vittima fu trattenuta, schiaffeggiata e presa a calci nella schiena. Gli scaraventarono addosso anche un espositore metallico per giornali urlandogli «pedofilo, frocio vai via, non devi stare a Pordenone». Soddisfazione per l’Arcigay, anche se la pena è stata ritenuta troppo bassa. «È stato comunque riconosciuto il ruolo dell’associazione, in questi giorni impegnata in un processo analogo a Bologna – ha detto l’avvocato Furlan – Ora auspichiamo l’approvazione della legge che introduce l’aggravante specifica della violenza omofoba».
      Gli imputati erano difesi dagli avvocati Massimo Ranaldi, Enzo Del Bianco e Lorenzo Marzona.

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