8 Febbraio 2011

I genitori rischiano: la Procura indaga per abbandono di minori

I genitori rischiano: la Procura indaga per abbandono di minori
 

Roma Non c’ è ancora un nome sul registro degli indagati, ma nel giro di poche ore potrebbero finirci quello della sorella e dei genitori di Sebastian, Patrizia, Fernando e Raul, i quattro bambini romeni morti domenica sera nel campo nomadi abusivo sull’ Appia Nuova, alla periferia di Roma, che ieri è stato smantellato. La ragazza, 18 anni, in quei minuti maledetti si era allontanata dalla stamberga di rami, teloni e altri materiali di fortuna per procurarsi dell’ acqua. A lei i due genitori, Elena Moldovan ed Erdei Mircea, avevano affidato i piccoli – dai 4 agli 11 anni – mentre andavano ad acquistare la cena in un fast food. L’ ipotesi di reato è quella di abbandono di minori. Ieri tutti sono stati ascoltati dal sostituto procuratore Maria Cristina Palaia, che indaga col procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani. Tra oggi e domani si svolgeranno le autopsie. La macchina della giustizia si è messa in moto ieri, quella delle polemiche funziona a pieno regime già dai minuti successivi al rogo della baracca. Sotto accusa il sindaco della capitale Gianni Alemanno, che secondo la sinistra dovrebbe accollarsi la responsabilità di un piano nomadi propagandato durante la campagna elettorale e sostanzialmente fallito a quasi tre anni dal suo insediamento. Alemanno non ci sta, urla e scalcia, promette che le immagini viste domenica sera in quella sordida succursale dell’ inferno saranno per lui «un tormento quotidiano », accusa la sinistra di anni di disinteresse e ore di sciacallaggio, e dà la colpa dei suoi fallimenti alla burocrazia, che avrebbe ostacolato il suo progetto di abbattere tutti i campi abusivi e trasferire i nomadi in insediamenti regolari e sicuri. Il conto lo presenterà a Palazzo Chigi: «Chiederemo al governo complessivamente 30 milioni di euro e nuovi poteri per far partire subito altri due campi regolari». E guai a chi si metterà di traverso: «Vogliamo rompere tutti i vincoli, tutti i lacci e laccioli che in questi anni hanno rallentato la nostra azione». Ora naturalmente Alemanno ha fretta: vuole sgomberare in quattro e quattr’ otto i campi abusivi e ospitare i quasi 2500 nomadi che li occupano ( stima ottimistica: ci sono almeno altri duemila invisibili) in tendopoli temporanee allestite dalla Protezione civile. No invece all’ ipotesi di dare ai nomadi le case popolari, ciò che provocherebbe una rivolta degli italiani senzatetto. Piuttosto perché non nelle caserme dismesse? «Chiederemo al ministero della Difesa», garantisce Alemanno. Il suo attivismo è fuori tempo massimo secondo molti esponenti dell’ opposizione. E anche secondo l’ associazione di consumatori Codacons, che ieri ha depositato in Procura un esposto in cui si chiede di accertare le sue eventuali responsabilità nella tragedia. Ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto incontrare all’ Istituto di medicina legale i parenti delle piccole vittime. Un momento di dolore composto e di moniti: «E’ stata una tragedia che pesa dolorosamente su ciascuno di noi e che ci rende ancor più convinti della necessità di non lasciare esposte a ogni rischio comunità che da accampamenti di fortuna, degradati e insicuri, debbono essere tempestivamente ricollocate in alloggi stabili e dignitosi ». Domani a Roma è stato proclamato il lutto cittadino.

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