8 Febbraio 2011

Esondazione di Vallebuia: 14 richieste di risarcimento

Esondazione di Vallebuia: 14 richieste di risarcimento
 

QUATTORDICI famiglie di Botteghe che hanno subito particolari danni dall’ esondazione del Rio di Vallebuia si sono rivolte, tramite il legale di Codacons, avvocato Sabrina Ramello, al Consorzio di Bonifica non solo per un risarcimento ma anche per chiedere garanzie sulla messa in sicurezza dell’ area. E’ stato loro risposto, con una lettera del 21 gennaio 2011, che gli allagamenti del 5 ottobre 2010 non sono stati causati da cattiva manutenzione del Rio bensi’ da un evento piovoso e alluvionale di eccezionale portata e che da parte del Consorzio non vi è stata alcuna negligenza. Dimenticando, con cio’ , gli altri allagamenti del ‘ 91, ‘ 92, ‘ 93, ‘ 94 e ‘ 99 che nella zona industriale di Botteghe fecero finire sott’ acqua lo stabilimento delle Cucine Baldacci. L’ azienda avvio’ un procedimento contro l’ amministrazione comunale, per la mancata realizzazione delle fognature, ottenendo dopo vari ordini di giudizio un quasi 600 mila euro pagati in parte l’ anno passato. Basterebbe questo, dunque, afferma l’ avvocato di Codacons, a far capire che a Botteghe il rischio idraulico non sia mai stato eccezionale, bensi’ ordinario e che coloro che pagano l’ imposta consortile per un beneficio che per legge deve riguardare la singola proprietà del contribuente, o devono avere il rimborso di quanto hanno pagato o il risarcimento dei danni subiti. L’ avvocato Ramello sta valutando la situazione, su mandato delle quattordici famiglie, proprio per una possibile iniziativa giudiziaria. Mentre appare non dovuto, sulle bollette dell’ acqua, il canone di fognatura riscosso malgrado le fogne in quella zona non ci siano e si scarichino i reflui civili proprio nel Rio con buona pace di chi parla d’ ambiente. I lavori recentemente eseguiti dal Consorzio con la realizzazione di un argine di 250 metri e di una cassa di espansione non tranquillizzano, pero’ , i residenti. Mario Lupi, capogruppo del PdL, ha sostenuto infatti in consiglio che in caso di nuove piogge intense cio’ non garantirebbe da altre esondazioni. Un problema che non è d’ oggi –afferma Mario Lupi- e che avrebbe dovuto essere affrontato prima anche per le altre zone a rischio del territorio comunale. Intanto quelle quattordici famiglie che ebbero garages allagati, con le saracinesche divelte dalla corrente e l’ acqua che arrivava a coprire i sedili delle auto in sosta e temettero, quella notte d’ ottobre, il peggio, non si accontentano della risposta del Consorzio. E assicurano di voler andare avanti.

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