Maroni: 23 milioni investiti ma i ricorsi fermano tutto. Napolitano: servono alloggi. I genitori indagati per abbandono di minore
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fonte:
- Libero
La tragedia dei quattro piccoli rom morti nell’ incendio della loro baracca di plastica segna il punto di non ritorno. Il terreno dove destra e sinistra si rinfacciano i dati dell’ insuccesso nella gestione dei campi nomadi e i numeri degli accampamenti demoliti. Accuse a vicenda, il giorno dopo il rogo sull’ Appia nuova, vince la speculazione, perfino nella scelta di proclamare il lutto cittadino. A Roma sarà domani. Ma sarà anche a Bari, fa sapere il sindaco del Pd, Michele Emiliano, «perché ogni città italiana deve sentire come proprie le vittime di quanto è accaduto». Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ieri, ha raggiunto in obitorio i genitori dei piccoli. Al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha chiesto di accelerare sul piano nomadi «perché non vi siano mai più campi insicuri».Ma il Capo dello Stato ha soprattutto, lanciato un appello perché tali comunità «debbono essere tempestivamente ricollocate in alloggi stabili e dignitosi». Una casa per i nomadi, è l’ auspicio di Napolitano. Ma parlare di case popolari, per il primo cittadino è fuori luogo. «Oggi bisogna affrontare l’ emergenza», aveva spiegato in mattinata uscendo dalla prefettura. «Chi parla di case popolari per i nomadi vuole lasciarli in quei fornicrematori». La sua era una risposta al Pd, che aveva convocato la stampa per illustrare «il disastro della destra di Alemanno». Ma il Campidoglio, polemiche o no, va avanti. Ci sono ancora 2400 nomadi da ricollocare innuove strutture. «Quello cheho visto domenica sera non lo dimenticherò mai», ha detto Alemanno. «Per me sarà un tormento quotidiano». Il Codacons lo ha denunciato per «alla luce del possibile concorso in omicidio colposo o concorso in strage». Un atto bollato come «strumentalizzazione» dal portavoce del sindaco. C’ è un continuo rimpallo di responsabilità. Il municipio IX (la circoscrizione dove sorgeva l’ insediamento abusivo ieri smantellato) ha attaccato il Campidoglio. Che, a sua volta, incolpa la «troppa burocrazia» nell’ attuazione del piano nomadi. C’ è anche un capitolo Tar su cui è incappato perfino il ministro dell’ Interno, Roberto Maroni. Si tratta della giustizia amministrativa, che si è impantanata dopo la richiesta dei comuni limitrofi a Roma. I sindaci hanno fatto ricorso per impedire la realizzazione dei campi attrezzati e il Tar del Lazio ha i suoi iter da rispettare. «Ma non c’ è nessuna critica ai giudici da parte di Maroni», il quale oggi si pronuncerà sulla richiesta di poteri speciali al prefetto Giuseppe Pecoraro, come richiesto dal sindaco. Alemanno ha anche parlato di affidamento dei piccoli nei casi in cui i genitori dei nomadi li facciano vivere in condizioni degradanti e laddove vi sia, invece, la possibilità di un posto più attrezzato. Nel dibattito si è inserita l’ Ue. «La tragedia a Roma dimostra che l’ integrazione dei rom deve restare in cima alle priorità dell’ agenda politica», ha commentato la vicepresidente della Commissione europea, Viviane Reding, protagonista la scorsa estate di un duro scontro con il presidente Nicolas Sarkozy sulle espulsioni dei rom dalla Francia, accusata di «discriminazione razziale». In mezzo ci sono i genitori dei quattro bambini uccisi dalle fiamme e dal degrado. Per loro, ora, c’ è un posto sicuro, al caldo, in una struttura comunale, ma il padre ha puntato il dito: «Adesso ci ascoltano e ci aiutano, prima però l’ amministrazione di Roma non ha fatto niente». Erdei Mircea e la moglie Elena sono indagati dalla procura di Roma per abbandono di minori. E questa tragedia non è neppure la prima.
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