4 Febbraio 2011

Peverelli: “Nessun provvedimento senza il Pirellone”

 
«Spiacente, ma io non mi muovo. Fino a che la Regione non mi dice cosa fare, non mi pongo il problema».
Ecco la risposta dell’assessore comunale all’Ambiente, Diego Peverelli, alla proposta del Codacons: picche. Solo picche.
L’esponente leghista non intende prendere neppure in considerazione l’idea delle targhe alterne; né, tantomeno, intende muovere un solo passo in questa direzione (limitazioni alla circolazione) a meno che gli venga imposto direttamente dalla Regione . Como, infatti, fa parte di un’area critica regionale che abbraccia diversi comuni.
«Il Codacons ha tutta la mia stima – premette Peverelli – ma fino a che la Regione non mi dice cosa fare, io non mi muovo. Como fa parte dell’area omogenea, quindi rispetto le direttive del Pirellone. Sarà la Regione a decidere, fino a che ciò non avverrà non mi porrò il problema. Non ho intenzione di fare nulla fino a che da Milano non riterranno utile prendere qualche iniziativa».
Alla domanda su cosa ne pensi circa l’efficacia delle targhe alterne, Peverelli non cambia risposta: «Le mie idee non c’entrano. Visto che la Regione è l’organo deputato a dare indicazioni in materia ambientale, rispetterò le indicazioni che arriveranno da Palazzo Pirelli».
Scettico sulle targhe alterne anche il consigliere comunale Vittorio Mottola, portavoce del comitato dei “non catalizzati”, le cui auto ogni inverno vengono bloccate dalla Regione Lombardia.
«Le targhe alterne sono un palliativo, un rimedio che da solo non risolve il problema. Avrebbe senso se venisse adottato non solo a Como o nell’area critica omogenea, ma da tutti i comuni lombardi: solo così potrebbe sortire qualche effetto».
Antonelli (Codacons), oltre ad aver proposto le targhe alterne, ha aggiunto che «bloccare le auto a benzina non catalizzate non ha senso», perché «le Euro 3 diesel producono più polveri e possono comunque circolare».
«Questo noi lo ripetiamo da tempo – commenta Mottola – accanirsi su un gruppetto di automobilisti che usa una macchina Euro 0 per piccole commissioni non ha senso».
«È inutile prendersela con loro quando poi circolano camion, camioncini e pullman che inquinano quanto dieci auto – aggiunge Mottola – E quando chi ha l’auto seminuova e non fa controllare il catalizzatore infestano l’aria peggio di un Euro 0. Sarebbe poi utile – conclude Mottola – lavare le strade, dove si deposita la maggior parte di Pm10».
Secondo Alessandra Martinez, responsabile di Legambiente per Como, «le targhe alterne hanno senso solamente se vengono affiancate da altri provvedimenti, a favore della qualità dell’aria. Da sole, non bastano a risolvere il problema».
Contrari, infine, gli artigiani, che bocciano l’idea delle targhe alterne per voce di Giorgio Colombo (segretario generale di Confartigianato Como).
«Non abbiamo mai condiviso questo genere di provvedimenti, blocchi del traffico o targhe alterne. Sono palliativi inutili, non servono a nulla. Pensiamo piuttosto ai riscaldamenti: è inverno, vanno al massimo e perciò inquinano. Ma finiamola di prendercela con le macchine. Al di là di qualche raro rottame, ormai, il nostro parco auto è più che dignitoso. Tantissime auto hanno filtri e catalizzatori. Oltre a non risolvere il problema, le targhe alterne sarebbero anche penalizzanti per la nostra categoria»

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