Contro lo smog non servono le battute da bar
-
fonte:
- Il Giornale
Siamo alle solite Calimero, recitava una vecchia reclame di Carosello quando al pulcino completamente ricoperto di fuliggine non restava che la punizione in lavatrice. E così anche sulla Calimera metropoli padana, puntualmente assillata dall’ invernale Pm10, piove la solita ridda di ricette purificatrici da parte di chi, a seconda del colore della giunta, si scopre ora ecologista, ora europeista, ora populista, ora negromante. E ieri,dopo le polemiche sull’ utilità o meno delle domeniche senz’ auto e il colpo di teatro dell’ ambientalista Monguzzi che propone la paralisi dell’ intero bacino padano per quattro giorni, è sceso in campo anche il Codacons, che ha chiesto al sindaco Moratti la chiusura di tutte le scuole cittadine fino a quando i livelli di polveri sottili non siano rientrati nella soglia di normalità. Non possiamo avvelenare i nostri bimbi, avverte l’ ente in difesa del il consumatore, «senza contare che la chiusura delle scuole consentirebbe di non intasare la città nelle ore di punta con le auto che accompagnano i loro figli». Tutti a casa davanti alla playstation, dunque. E già che ci siamo, anzichè le targhe alterne vanificabili dal ricco parco macchine dei milanesi, ipotizziamo pure una settimana corta a rotazione per tutti i lavoratori: stare a casa, oltre a decongestionare il traffico, migliora la qualità della vita e dei rapporti familiari. Così, di boutade in boutade, si riuscirà ancora una volta ad aggirare un problema che affligge Milano da un quarto di secolo e che ha radici strutturali da affrontare, appunto, strutturalmente. Palliativi come l’ ecopass ma anche ordinanze sui livelli di riscaldamento domestico difficilmente controllabili, non possono infatti prescindere dall’ urgenza di una totale riconversione degli impianti cittadini, il 30 per cento dei quali funziona ancora oggi a gasolio, il maggior responsabile dello smog invernale. Un problema, quello delle caldaie, che riguarda finanche un centinaio di edifici pubblici. E fin qui il riscaldamento. Più complessa la questione auto, dimostratasi irrisolvibile sia dall’ ecopass sia dai «blocchi» il cui unico effetto evidente è il danno ai negozianti penalizzati dal mancato traffico merci. Il fatto è che Milano ancora oggi sconta, oltre ad indiscutibili handicap geomorfologici, un arretramento strutturale rispetto all’ Europa con cui solo ultimamente le amministrazioni stanno facendo iconti.A titolo d’ esempio bastano pochi dati: i chilometri di metropolitana per milione di abitante sono 54,32 a Londra, 46,35 a Madrid, 42,49 a Berlino e 25,56 a Milano; quelli di ferrovie suburbane rispettivamente di 44,84 a Londra, 56,39 a Madrid, 97,21 a Berlino e 31,72 a Milano. Per non parlare della questione piste ciclabili in una città che, per ampiezza e tipologia, potrebbe essere il paradiso delle due ruote.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
