2 Febbraio 2011

Acque all’ arsenico, “consigli utili” dalla Regione : nessuna deroga per bimbi

Acque all’ arsenico, "consigli utili" dalla Regione : nessuna deroga per bimbi
 

 ROMA – "Attenersi a quel che dice l’ Istituto superiore di Sanità". A ben guardare, ciò che la Regione ha scritto martedì 1° febbraio alle Asl, all’ Acea e ad altri enti idrici, non è tanto una deroga quanto "consigli utili" che cambiano di poco le dimensioni dell’ emergenza arsenico nel Lazio. Che resta tuttora pesantissima, con autobotti e fontanelle che riforniscono le famiglie mentre in molti asili si continua a bere dalle bottiglie della minerale. In sintesi: viene "tollerato" il consumo di acqua che ha quantitativi di metallo cancerogeno sotto i 20 microgrammi per litro. Ma rimane in piedi il divieto tassativo – lo ribadiscono esplicitamente i medici – di deroghe per i bambini sotto ai 3 anni che non possono fare uso di acque con valori sopra ai 10 microgrammi.
ALLARME IMPRESE ALIMENTARI – Sopra il tetto di 20, è ancora proibito – si legge nel documento dell’ Iss cui fa riferimento la Regione – l’ utilizzo potabile tanto nelle cucine di casa quanto nelle lavorazioni delle imprese alimentari. Insomma: "l’ allarme rosso" c’ è ancora tutto, visto che in certe località come Nepi, Civita Castellana e Castel Sant’ Elia (30 mila abitanti nel totale) l’ arsenico disciolto oscilla addirittura attorno ai 50 microgrammi mentre tra i Castelli e la Tolfa si trovano misurazioni sui 30. Nel complesso, sarebbero una settantina i comuni con concentrazioni sopra i 10.
LISTA COMUNI IN EMERGENZA ANCORA SEGRETA – Da novembre, Regione e enti idrici hanno cercato di ridurre l’ avvelenamento, miscelando e depurando le acque. Il Governo ha addirittura dichiarato lo stato d’ emergenza per una ventina di città il cui elenco, a distanza di un mese dalla pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale, è ancora incomprensibilmente secretato, se non ancora da stilare nonostante l’ urgenza dichiarata. Incertezza anche sui tempi della nomina del commissario straordinario di cui parla l’ ordinanza del Consiglio dei ministri. L’ ISS:
INFORMAZIONE INSUFFICIENTE – Intanto le Asl laziali hanno appunto ricevuto le indicazioni dalla Regione agganciate alla relazione dell’ Istituto di sanità. Un documento che peraltro parla di "criticità nell’ informativa alla popolazione che, in taluni casi, è risultata insufficiente anche a causa di fattori strutturali da parte degli enti preposti". Carenze ancora più colpevoli visto che dal 2001 la Ue ha cominciato a chiedere all’ Italia di riportare le acque entro parametri di salubrità, sino al clamoroso divieto – previsto dalle leggi comunitarie – di concedere la terza deroga consecutiva.
CLASS ACTION E "BOLLETTE DA RIDURRE" – A definire "sconcertante il tentativo di innalzare il limite dell’ arsenico" è Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Per il quale portare la quantità tollerabile da 10 a 20 microgrammi per litro significherebbe continuare ad esporre i cittadini a seri rischi per la propria salute, non da ultimo aumentando l’ incidenza di alcune forme di cancro". E mentre il Codacons parla di "class action" e risarcimenti, sollecitando la riduzione delle bollette, il presidente dei Verdi Angelo Bonelli chiede "azioni strutturali e radicali sulla rete idrica, da realizzare immediatamente, senza ingannare i cittadini con nuove deroghe ai limiti".
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this