27 Gennaio 2011

Berretta (Pd) interviene sulle classi pollaio “Il ministro Gelmini smentito dai fatti”

 
Il deputato nazionale del Pd, Giuseppe Berretta è intervenuto sulla denuncia delle classi pollaio a Catania per dichiarare che la «Gelmini ancora una volta è stata smentita dai fatti».
«Il ministro dell’istruzione – ha proseguito il deputato Pd, riprendendo i dati pubblicati ieri su "La Sicilia" – ha avuto il coraggio di dire che le classi pollaio sarebbero un’esiguità, solo lo 0,4 per cento del totale. Una percentuale così ridicola da non creare alcun turbamento né un minimo ripensamento da parte del ministro Gelmini su criteri che determinano il percorso degli studenti italiani. Forse Mariastella Gelmini ha qualche difficoltà a far di conto. O forse non ha perso l’ennesima occasione per essere smentita dai fatti e le 1.324 classi affollate da oltre 30 alunni nella Provincia di Catania lo dimostrano ancora una volta».
«Circolari su circolari – aggiunge il deputato del Pd – regolamenti che smentiscono il buon senso e le esigenze dei singoli istituti scolastici, norme che non tengono conto della necessità di adeguare le scuole a standard edilizi che mettano gli alunni e i docenti in sicurezza.
Tutto questo è in grado di produrre il ministero dell’Istruzione, bocciato ora dal Tar del Lazio grazie alla class action del Codacons – prosegue l’esponente del Pd – Purtroppo non è la prima volta che questo governo di centrodestra si distingue per gli errori che è in grado di compiere a danno della scuola pubblica – prosegue Berretta – Prima il tetto al numero di insegnanti di sostegno, giudicato incostituzionale dalla Consulta, poi il taglio delle classi a tempo pieno nella scuola primaria, anche in quel caso smentito dalla Gelmini con dati non veritieri. Senza tralasciare i pesanti tagli al personale docente imposti dalla coppia Gelmini-Tremonti, che stanno mortificando il ruolo della scuola pubblica: mettono a rischio la sicurezza degli alunni, creano disagio nei dirigenti scolastici costretti ad applicare normative e regolamenti sul numero di alunni per classe che molto spesso contrastano con le effettive dimensioni delle aule, rendono più complicato l’apprendimento soprattutto per gli alunni che avrebbero bisogno di più attenzioni degli altri, umiliano i docenti».
«Questo modello di scuola non serve affatto a formare al meglio gli studenti – conclude il parlamentare del partito democratico – Questo modello di scuola non è quello che vorremmo per i nostri figli, perché serve solo a fare economia sulla pelle delle giovani generazioni».

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