No alle “classi-pollaio”
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fonte:
- l`Adige
ROMA – No alle «classi-pollaio» con oltre 25 alunni mentre il governo dà il via alle nuove regole di reclutamento dei docenti universitari. Sono due le importanti decisioni assunte ieri: la prima promana da un Tribunale amministrativo, quello del Lazio; la seconda invece arriva dal Consiglio dei ministri. Per il Tar, che ha accolto una class action del Codacons contro il sovraffollamento nelle aule dovuto ai tagli finanziari, entro 120 giorni i ministeri dell’ Istruzione guidato da Maria Stella Gelmini e dell’ Economia gestito da Giulio Tremonti dovranno emanare il Piano generale di riqualificazione dell’ edilizia scolastica. Per la Gelmini, però, il ricorso presentato «è destituito di qualsiasi fondamento perché le classi con un numero di alunni pari o superiore a 30 sono appena lo 0,4% del totale». Un anno fa l’ associazione diffidò i ministeri competenti (Istruzione, Interno, Economia, Innovazione) e gli Uffici scolastici regionali ad adottare entro 90 giorni quanto previsto dalla legge in materia di formazione delle classi scolastiche. Numerose, infatti, erano state le segnalazioni di insegnanti, studenti e genitori per lamentare una diffusa inosservanza degli indici minimi di edilizia scolastica e dell’ indice di massimo affollamento. Per il ministero, il Codacons era troppo generico né il caso era di sua competenza. Il passaggio successivo non poteva che essere chiedere d’ intervento dei giudici amministrativi. Ieri la risposta del Tar: «Il maggiore affollamento delle aule e la relativa inidoneità delle stesse a contenere gli alunni in condizioni di sicurezza, salubrità e vivibilità – si legge nella sentenza – costituisce implicazione di carattere strutturale non risolubile attraverso misure di carattere meramente organizzativo, ma unicamente affrontabile attraverso una mirata riqualificazione edilizia degli edifici e delle aule». I ministeri dell’ Istruzione e dell’ Economia dovranno quindi emanare di concerto il Piano generale «entro 120 giorni» utilizzando le risorse strumentali, finanziarie ed umane già assegnate, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica». «Grazie a questa sentenza – dice il Codacons – docenti e famiglie i cui figli sono stati costretti a studiare in aule pollaio, potranno chiedere un risarcimento fino a 2.500 euro per il danno esistenziale subito». Mentre si dibatte sulla qualità della vita nelle scuole primarie e secondarie, la riforma dell’ Università muove i primi passi. Il consiglio dei ministri ha, infatti, varato ieri uno schema di regolamento che introduce nuove regole per l’ accesso alla docenza e nominato i componenti dell’ Anvur, l’ Agenzia per la valutazione del sistema universitario. Due passaggi importanti che arrivano mentre la Flc-Cgil lancia l’ allarme sui finanziamenti: dal 2011 il sistema universitario farà i conti con gli ulteriori tagli lineari del 10% – circa 700 milioni – previsti dalla legge di stabilità. Il decreto sul reclutamento dovrebbe porre fine ai concorsi truccati introducendo l’ abilitazione nazionale valida 4 anni, ottenibile secondo criteri meritocratici valutati da commissioni composte da docenti estratti a sorte, tra cui almeno uno straniero o italiano attivo all’ estero. Cruciale sarà invece il ruolo dell’ Anvur che darà le «pagelle» a università, enti di ricerca, corsi di studio, dottorati di ricerca, master e scuole di specializzazione, in base alle quali saranno poi distribuite anche le risorse.
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