Il Tar: stop alle “aule pollaio” La Gelmini: “Ma sono poche”
ROMA No alle classi-pollaio, entro 120 giorni il ministero dell’ istruzione emetta il Piano generale di riqualificazione dell’ edilizia scolastica. Questo è il messaggio chiaro che proviene dal Tar del Lazio che ha accolto una class action che il Codacons definisce «la prima azione collettiva contro la pubblica amministrazione accolta in Italia». Tutto inizia giusto un anno fa, quando l’ associazione diffida i ministeri competenti e gli Uffici scolastici regionali, ad adottare entro 90 giorni quanto previsto dalla legge in materia di formazione delle classi scolastiche. Troppe le segnalazioni di insegnanti, studenti e genitori. Per il ministero, il Codacons era troppo generico nè il caso era di sua competenza. Così si è chiesto l’ intervento dei giudici amministrativi. Ieri la sentenza del Tar: «Il maggiore affollamento delle aule e la relativa inidoneità delle stesse a contenere gli alunni in condizioni di sicurezza, salubrità e vivibilità costituisce implicazione di carattere strutturale non risolubile attraverso misure di carattere meramente organizzativo, ma unicamente affrontabile attraverso una mirata riqualificazione edilizia degli edifici e delle aule». Per il Tar, il fatto che i ministeri competenti hanno creato un elenco delle scuole in situazione potenzialmente critica, è «cosa diversa dal Piano generale di riqualificazione dell’ edilizia scolastica e può qualificarsi ed al contempo giustificarsi solo quale misura urgente e provvisoria». In definitiva, nessuna misura definitiva è stata emanata; i ministeri dell’ Istruzione e dell’ Economia, dovranno emanare di concerto il Piano generale «entro 120 giorni dalla comunicazione o notificazione della presente sentenza». Il Codacons canta vittoria: «Ora il ministo Gelmini dovrà emettere un piano in grado di rendere sicure le aule scolastiche ed evitare il formarsi di classi da 35 o 40 alunni ciascuna – dice il presidente Carlo Rienzi – Se non lo farà saremo costretti a chiedere la nomina di un commissario ad acta che si sostituisca al ministro e ottemperi a quanto disposto dal Tar. Grazie a questa sentenza, docenti e famiglie i cui figli sono stati costretti a studiare in aule-pollaio, potranno chiedere un risarcimento fino a 2.500 euro per il danno esistenziale subito». La replica del ministro Gelmini: «Il ricorso presentato al Tar è destituito di qualsiasi fondamento perchè le classi con un numero di alunni pari o superiore a 30 sono appena lo 0,4% del totale».
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