21 Gennaio 2011

I precari alla guerra dei ricorsi

FIRENZE. Sono oltre 4.500 finora le impugnazioni di contratti a termine da parte delle Camere del Lavoro della Toscana in favore di “lavoratori a tempo” o “co co pro”, che contestano la natura del rapporto e rivendicano un contratto a tempo indeterminato. A renderlo noto è la Cgil che sottolinea come la scuola, con circa la metà dei casi, sia il settore dove si registra il maggior numero di ricorsi, seguita dal commercio, turismo, call center e terziario in genere. Il sindacato ricorda che i termini per le contestazioni dei contratti, stabiliti dal ‘ collegato al lavoro’ (legge 183 del 2010), scadono domenica prossima. Dopo quella data, non saranno più possibili contestazioni, «anche in presenza di conclamate violazioni di leggi e contratti». Norma, per altro, contestata dalla Cgil che la ritiene «con pesanti vizi di incostituzionalità». Secondo Daniele Quiriconi, segretario regionale Cgil con delega al mercato del lavoro, «i lavoratori toscani non hanno accettato passivamente questa pietra tombale sui diritti e l’ imponenza del contenzioso giudiziario dimostra che si è ottenuto l’ opposto delle dichiarazioni del governo che ha presentato questa ed altre misure come necessarie per ridurre le controversie». La Cgil invita quindi «tutti i lavoratori a verificare presso le proprie sedi entro le prossime ore, se esistano i requisiti soggettivi per le impugnative». Il mondo dell’ istruzione è in prima linea nella battaglia. A livello nazionale sono oltre 20.000 i precari che hanno già impugnato i contratti a tempo determinato stipulati nella scuola, nell’ università, nella ricerca. E 20.000 – sostiene la Cgil – è un dato in difetto che si riferisce solo a quei lavoratori che hanno scelto gli uffici legali della Flc per impugnare i contratti, un passo che è l’ anticamera del ricorso vero e proprio. «Il governo nei settori della conoscenza intende cancellare il diritto dei lavoratori alla stabilità per alimentare un precariato senza speranza che mortifica le competenze e le professionalita», osserva Mimmo Pantaleo, segretario di Flc-Cgil, sottolineando che è possibile coprire con vere assunzioni 100mila posti nella scuola nei prossimi 3 anni a costo quasi zero. E in modo simile – aggiunge – sono possibili stabilizzazioni anche nell’ università, nell’ Afam (Alta formazione artistica e musicale) e nella ricerca. Proprio per permettere ai precari di fare la necessaria impugnazione, il Codacons chiede alle Poste di concedere orari di apertura degli sportelli più lunghi e più personale in servizio domani, ultimo giorno utile per l’ azione dei lavoratori precari. L’ associazione di consumatori prevede infatti l’ invio di 8 milioni di raccomandate, numeri da mandare ‘ in tilt’ gli uffici postali. Nello stesso giorno scadrà la possibilità di aderire alla class action promossa dal Codacons contro il ministero della Pubblica istruzione per i contratti a tempo determinato illegittimi. Finora lo hanno fatto poco meno di 32 mila precari della scuola e circa 1.400 professori universitari a contratto.

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