Nuova fiammata della verde: il prezzo supera 1,5 euro
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fonte:
- L`Unione Sarda
In Italia sono i carburanti a spingere i prezzi e a portare l’ inflazione al top dal 2008. Il carrello della spesa schizza al 2,2%. Dopo giorni di piccoli ritocchi, la benzina si arrampica fino alla soglia psicologica di 1,50 euro, sei centesimi meno del record storico di 1,558 segnato a luglio del 2008. Una corsa senza freni verso nuovi massimi, complici le quotazioni del petrolio ancora sopra i 90 dollari, che preoccupa le associazioni dei consumatori («è una stangata da quasi 200 euro l’ anno») ma non stupisce i petrolieri. Il Governo, invocato da più parti, annuncia così la convocazione urgente di un tavolo sui rincari. LE RILEVAZIONI A toccare la fatidica quota 1 euro e mezzo al litro per la verde, secondo le rilevazioni di Quotidiano Energia, è la Tamoil: gli altri marchi oscillano tra 1,488 di Eni e 1,497 di Ip. Molto indietro sono invece le cosiddette pompe bianche, quelle che non espongono il logo e che si fermano a 1,419 euro al litro. In ascesa è anche il prezzo del diesel, con il picco di 1,382 nei punti vendita Q8. Prezzi che pesano sugli automobilisti ma anche sulle imprese: a lamentarsi sono in particolare gli agricoltori, che con Cia a Copagri lanciano l’ allarme serre, a rischio «tracollo». L’ Unione petrolifera spiega che gli attuali livelli di prezzo «sono assolutamente in linea con quelli degli altri paesi europei». A pesare sui prezzi interni, secondo l’ associazione dei petrolieri, è anche il peggioramento del rapporto euro/dollaro, «che può essere stimato come onere aggiuntivo in circa 5 centesimi euro al litro». CONSUMATORI Una spiegazione che non convince Federconsumatori e Adusbef, secondo cui si tratta di rincari che «pesano sulle tasche degli automobilisti per 198 euro annui, di cui 108 per costi diretti e 90 per costi indiretti». Tra l’ altro, sottolineano le due associazioni, «in alcune zone i prezzi sono decisamente superiori, fino a 1,55-1,56 euro al litro». A loro giudizio «non vi è alcuna spiegazione plausibile per questi incredibili aumenti», perchè «i prezzi della benzina a questi livelli corrispondono a quelli praticati a maggio 2008, quando il petrolio si attestava a 127 dollari al barile (considerando la rivalutazione del dollaro, corrisponderebbero a 109-110 dollari al barile)». Allarmato è anche il Codacons, secondo cui di questo passo si arriverà a 1,80 euro entro il mese di agosto, mentre l’ Adoc invita a servirsi delle pompe no-logo. Tutte le associazioni, in ogni caso, chiedono l’ intervento del Governo, perchè metta finalmente mano alla riforma della rete di distribuzione e intervenga sulla componente fiscale. IL GOVERNO «Convocheremo con urgenza un tavolo per fare il punto sul caro carburanti», promette il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’ energia, Stefano Saglia. La riforma del settore, ribadisce, «sarà contenuta nel ddl concorrenza che porteremo presto al Consiglio dei ministri». INFLAZIONE L’ inflazione corre e a dicembre balza all’ 1,9%, dall’ 1,7% del mese prima, il livello più alto dalla fine del 2008. L’ aumento medio per il 2010 tocca così quota 1,5%, raddoppiando rispetto all’ anno scorso. L’ Istat conferma la fiammata dei prezzi, trascinati dal rialzi dei listini energetici e della benzina, che nell’ ultimo mese registra un’ impennata sfiorando una crescita a doppia cifra. Il carrello della spesa ne risente e a dicembre schizza al 2,2%, guardando a tutto il 2010 il rialzo è di 2,5 volte superiore rispetto al 2009.
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