Il petrolio cala, la benzina sale
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fonte:
- Corriere della Sera
MILANO – Ancora rialzi per i prezzi di benzina e gasolio. Con le vacanze natalizie vicine alla conclusione, e milioni di italiani pronti al rientro, la verde arriva a costare ormai 1,481 euro al litro, e il diesel 1,365 euro circa. Questi sono i prezzi consigliati dei carburanti, rilevati e pubblicati (ieri in mattinata) da Staffetta Quotidiana. Ma le associazioni dei consumatori citano numeri ancora più alti: per Adusbef e Federconsumatori «la sfrenata corsa della benzina sfiora in alcune zone del Sud 1,5 euro» . E se proseguono, «pur a piccoli passi» , i rialzi dei valori consigliati dei carburanti in Italia, Staffetta Quotidiana parla invece di prezzi internazionali sostanzialmente stabili, con aumenti di circa 1 euro per mille litri sulla benzina e un calo di 1 euro sul gasolio. Saliscendi anche sul fronte del greggio: dopo i picchi di lunedì e un martedì in calo (-2,22 dollari al barile a New York, a 89,3 dollari, e -1,31 dollari a Londra, a quota 93,5), le quotazioni hanno chiuso la giornata di ieri in ripresa, con il Brent di nuovo sopra i 95 dollari e il Wti americano sopra i 90 in una seduta iniziata invece all’ insegna dei ribassi. Adusbef e Federconsumatori hanno calcolato nel 2010 un aumento di 18 centesimi per la benzina, con una spesa complessiva degli automobilisti di 1,51 miliardi di euro in più rispetto al 2009, e di 22 centesimi per il gasolio con un aggravio di 3,3 miliardi di euro in più sempre sul 2009. «Nel 2010 quindi – concludono i consumatori- gli automobilisti hanno speso 4,81 miliardi di euro in più per i carburanti, di cui ben 528 milioni in più per l’ erario» . E per il Codacons il governo aiuta i camionisti, i tassisti e i benzinai, «ma se ne frega degli automobilisti» , mentre «le compagnie petrolifere proseguono allegramente a speculare» . Di parere opposto la Figisc Confcommercio, per cui in Italia non c’ è nessuna speculazione sui prezzi dei carburanti, il cui andamento nell’ ultimo anno ha seguito «unicamente le oscillazioni del mercato internazionale, senza ulteriori aumenti» . La Federazione dei gestori degli impianti stradali di carburanti ha condotto un’ analisi dei prezzi dei carburanti dalla fine del 2009 ad oggi tra i principali Paesi dell’ Unione Europea. «Solo otto Paesi- ha dichiarato il presidente Luca Squeri- non sono stati interessati da variazioni delle imposte e, pertanto, i cambiamenti del prezzo al pubblico risultano influenzati esclusivamente dalle variazioni del prezzo internazionale Platts (l’ agenzia di rilevazione, ndr)» . Tra questi, prosegue Squeri, «Italia e Francia sono gli unici che hanno riversato sui prezzi alla pompa esattamente gli aumenti del mercato internazionale» . Negli altri Paesi, continua l’ analisi, i prezzi al distributore sono cresciuti più delle quotazioni di riferimento, tranne in Austria, che ha riversato in misura minore sul prezzo al pubblico l’ aumento dei valori Platts. Tutto questo, conclude lo studio, «rappresenta un’ ulteriore, netta ed incontrovertibile smentita alle superficiali affermazioni su tendenze speculative dei prezzi in Italia a differenza del resto della Comunità europea» . Intanto, al di là del botta e risposta tra le Alpi e Lampedusa, dall’ Agenzia internazionale per l’ Energia è arrivato l’ allarme greggio: l’ alto prezzo del petrolio, secondo l’ Aie, minaccia di far deragliare la fragile ripresa economica prevista nel 2011. Secondo il «Financial Times» , nell’ ultimo anno i costi di importazione del petrolio nei 34 Paesi più ricchi membri dell’ Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico sono passati da 200 a 790 miliardi di dollari. Hanno inciso sulle quotazioni del greggio di ieri i nuovi dati sulle scorte di petrolio americane, calate nella settimana terminata il 31 dicembre di 4,161 milioni di barili. Mentre l’ euro è sceso intorno a 1,31 dollari, su valori che non si vedevano da diversi giorni: un cambio importante, visto che il greggio è quotato in dollari e la benzina si paga in euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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