Monetario internazionale
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fonte:
- Il Mattino
Monetario internazionale monitora con attenzione e preoccupazione l’ aumento dei prezzi del petrolio e del cibo. Lo ha detto ieri Caroline Atkinson, direttore delle pubbliche relazioni del Fondo a Washington. «Ciò che conta è capire a cosa sia dovuto l’ incremento dei prezzi, ossia se viene da uno shock nell’ offerta o da un sano aumento della domanda dovuta alla crescita economica». «Il Fondo ha già ampliato gli strumenti per sostenere i Paesi più poveri in caso di impennate nei costi del cibo – ha comunque precisato Atkinson – e continuiamo a tenere sotto controllo la situazione». Il rincaro della benzina è un tema caldissimo anche in Italia dove la verde è ormai a un passo dalla quota-simbolo di 1,50 euro, livello peraltro già superato in alcune Regioni, come in Campania, a causa delle accise introdotte già da anni per ripianare il deficit della finanza locale. Il governo aiuta i camionisti, i tassisti e i benzinai, «ma se ne frega degli automobilisti», accusa il Codacons, che sottolinea: «Nonostante le quotazioni del greggio siano scese sotto quota 90 dollari al barile, in Italia proseguono i rialzi dei prezzi dei carburanti, secondo il ben noto meccanismo della doppia velocità, lenti a scendere e più veloci di Speedy Gonzales a salire». Per il Codacons, «le compagnie petrolifere proseguono allegramente a speculare sui tartassati automobilisti, nell’ indifferenza del governo che dispensa regali a camionisti, tassisti e benzinai, ma se ne frega di aiutare gli automobilisti italiani. Se così non fosse, infatti, il cavrebbe già convocato compagnie petrolifere ed associazioni dei consumatori (tutte le associazioni dei consumatori riconosciute) per discutere di un nuovo protocollo d’ intesa che aumenti realmente la concorrenza». Replica la Figisc-Confcommercio: in Italia non c’ è nessuna speculazione sui prezzi dei carburanti, il cui andamento nell’ ultimo anno ha seguito «unicamente le oscillazioni del mercato internazionale, senza ulteriori aumenti». La Figisc ha condotto un’ analisi fra i prezzi dei carburanti dalla fine del 2009 ad oggi tra i principali Paesi dell’ Ue27. Nella stragrande maggioranza degli altri Paesi, spiega l’ organizzazione, i prezzi sono aumentati in misura più o meno eccedente le variazioni del mercato internazionale. In particolare, molti Paesi hanno avuto variazioni in aumento delle accise e/o variazioni dell’ aliquota Iva. «In un anno – ha dichiarato Luca Squeri, presidente di Figisc-Confcommercio – i prezzi dei carburanti nell’ Unione Europea sono aumentati notevolmente, mediamente di 19 cent al litro per la benzina e di 22 cent per il gasolio; in generale per l’ aumento delle quotazioni internazionali del greggio e dei singoli prodotti lavorati (benzina a +16 cent e gasolio a +18 cent), ma anche a causa degli aumenti delle imposte nei vari Paesi comunitari. Solo otto Paesi non sono stati interessati da variazioni delle imposte e, pertanto, le variazioni del prezzo al pubblico risultano influenzate esclusivamente dalle variazioni del prezzo internazionale Platt’ s». Tra questi, prosegue Squeri, «mentre in Belgio, Bulgaria, Germania, Lituania e Svezia i prezzi al pubblico per entrambi i prodotti sono aumentati in misura superiore alle variazioni Platt’ s, Italia e Francia sono gli unici – ad eccezione dell’ Austria che ha riversato in misura minore sul prezzo al pubblico l’ aumento dei prezzi Platt’ s – che hanno riversato sui prezzi alla pompa esattamente gli aumenti del mercato internazionale». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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