13 Gennaio 2011

Produzione, segni di ripresa: +5,4% in 11 mesi

ROMA Dall’ industria arrivano segni di ripresa: dopo due cali consecutivi a novembre la produzione italiana segna una risalita migliore delle attese, con un aumento dell’ 1,1% rispetto a ottobre e un’ accelerazione su base annua (al +4,1% dal +2,9%). L’ Istat così calcola un recupero tendenziale nei primi undici mesi del 2010 pari al 5,4%. Dati ancora migliori giugono dall’ Eurozona, che tocca i massimi da due anni. Ma la distanza dai livelli pre-crisi resta e per il Centro studi di Confindustria (Csc) «la ripresa risulta ancora faticosa e alterna fasi più robuste a momenti di stasi». Anche l’ Istituto di statistica sottolinea che, nonostante la risalita, il confronto tra gli ultimi tre mesi e i tre precedenti risulta negativo (-0,7%). Tuttavia a novembre la locomotiva italiana ha marciato e ottenuto rialzi a doppia cifra nei comparti della fabbricazione di macchinari e attrezzature (+14,1%), di computer e prodotti di elettronica (+13,5%) e della metallurgia (+12,9%). Gli stessi settori hanno fatto bene anche nel più ampio periodo che va gennaio a novembre: con il rialzo più alto registrato sempre per le macchine utensili (+12,2%), seguite dalle apparecchiature elettriche (+10%). Per gli autoveicoli, invece, si osserva un calo a novembre (-1,1%), ma nell’ arco dei primi 11 mesi del 2010 il dato risulta positivo (+3,4%). E il penultimo mese del 2010 è stato positivo per tutto il Vecchio Continente: con l’ Eurozona che registra una crescita congiunturale della produzione dell’ 1,2% e tendenziale dell’ 7,4%. Ancora più alti sono gli aumenti segnati dall’ Ue-27 (rispettivamente +1,4% e +7,8%). Guardando ad Eurolandia, rispetto ad ottobre va particolarmente bene la Francia (+2,3%), mentre arretrano Malta (-3,2%), Grecia (-1,5%) e anche Germania (-0,7%). Secondo le anticipazioni del Csc, però, dopo «il forte rialzo di novembre», a dicembre la produzione si fermerà restando «invariata» e per il quarto trimestre si registrerà un risultato negativo (-0,3%). Nella media del 2010, quindi, la crescita si manterrà al +5,4% rispetto al 2009, quando, ricorda Viale dell’ Astronomia, si era registrato un calo a doppia cifra. Insomma, aggiunge il Csc, se si è recuperato il 10,8% dal minimo segnato nella fase più acuta della crisi, il divario dai picchi pre-recessione è ancora pari al 17,8%. La ripresa si farà più convincente con l’ anno in corso «le indagine qualitative – sottolinea – indicano che nei primi mesi del 2010 la produzione segnerà incrementi significativi». I risultati di novembre non convincono del tutto neanche l’ Anie, che nota come la corsa dell’ high-tech abbia subito un rallentamento. Sulla stessa linea i consumatori, secondo il Codacons con i ritmi attuali si dovrebbe attendere l’ agosto del 2014 per recuperare il terreno perso. Dai sindacati arrivano reazione diverse, la Cisl vede una «crescita debole ed intermittente in tutto il 2010», mentre per la Uil si tratta di «dati confortanti». E la Coldiretti stima per l’ agricoltura un calo del 2% nel 2010.
 

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