8 Gennaio 2011

Arseni co nell?acqua, Vetralla all?attacco.

Da Codacons parte "class action", l’ azione collettiva contro l’ arsenico nell’ acqua che interessa 128 Comuni. Anche Vetralla è nella lista, insieme ad altri 90 paesi laziali. "Il 28 ottobre scorso, – spiega l’ associazione per la tutela dei diritti dei consumatori – la Commissione Europea ha bocciato la richiesta di deroga ai limiti di legge inoltrata dall’ Italia per la concentrazione di arsenico presente nell’ acqua destinata ad uso potabile. L’ acqua che esce dai rubinetti di questi Comuni contiene arsenico oltre la soglia di 10 microgrammi per litro, nonostante la legge preveda limiti di 5/6 volte inferiori. Il rischio per i cittadini di gravi danni alla salute è altissimo: l’ Organizzazione mondiale della sanità e il Comitato scientifico europeo parlano addirittura di alcune forme di cancro. In questi anni numerosi sono stati i decreti con i quali, anziché risolvere il problema, il governo ne ha rimandato inutilmente la soluzione, senza accertare se fossero in corso effettive opere di bonifica delle falde acquifere nelle Regioni, in conformità con quanto la legge e la stessa Unione Europea impongono". L’ azione collettiva lanciata da Codacons si rivolge agli abitanti dei comuni interessati dal problema, i quali possono chiedere 600 euro di risarcimento per i danni subiti a causa dell’ inadempimento da parte dello Stato e della Regione. Diverse le associazioni e i gruppi politici che si stanno muovendo per informare la cittadinanza sui rischi che la vicenda comporta. Dal Circolo locale di Sinistra Ecologia e Libertà hanno dichiarato: "Già nel 2003 la Comunità europea aveva esposto una direttiva secondo cui era urgente e necessario abbassare la quantità di arsenico tollerata nelle acque potabili da 50mg/litro a 10mg/litro, direttiva a cui anche l’ Italia si è adeguata con successivi decreti legislativi. Tuttavia, attraverso il meccanismo di deroga, pensato inizialmente per dar tempo alle regioni di applicare i nuovi decreti, la Regione Lazio non si è di fatto mai impegnata a favore della dearsenificazione delle acque. L’ Associazione Italiana di medici per l’ ambiente-Isde ha più volte chiarito quali siano i danni di un’ elevata presenza di arsenico nelle acque, caso purtroppo presente in tutto il viterbese compreso Vetralla: l’ arsenico, assunto quotidianamente in elevata concentrazione con l’ acqua e cibi prodotti con questa, ha un effetto cancerogeno". Anche Passione Civile esprime la sua preoccupazione sulla questione: "Alcuni pozzi del Comune di Vetralla – dicono dall’ associazione – hanno valori molto vicini a 50 microgrammi/litro; ad esempio i valore di arsenico nell’ acqua della fontanella di Cura, come rilevato dalla ASL, è di 35. Riteniamo che in questi anni ci sia stata una irresponsabile sottovalutazione del problema da parte di varie istituzioni, ed in particolare delle Amministrazioni Comunali. Non è possibile che pur sapendo la scadenza a breve della deroga non sia fatto nessun programma di investimento o di intervento per garantire la salute della popolazione. Per dare una misura del rischio si fa presente che già dal 30 novembre è stato pubblicato dall’ Istituto Superiore di Sanità un comunicato in cui si consiglia di non utilizzare acqua per la cottura di alimenti e la preparazione di alimenti se il valore supera i 20 microgrammi/litro. Non si vogliono certo creare inutili allarmismi, ma preso atto delle indicazioni e delle categorie a rischio, in particolare i bambini sotto i tre anni e gli anziani, riteniamo che la popolazione di Vetralla debba conoscere gli effettivi valori dell’ arsenico nelle varie zone di distribuzione"
 

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