ELETTRICITA’: APPELLO DEL CODACONS AL COMITATO ELETTROTECNICO ITALIANO
PERICOLOSE INTERFERENZE DI CATEGORIE PRODUTTIVE E LOBBY DI IMPRESE
Proprio durante le vacanze di Natale, sono cadute in inchiesta pubblica (una sorta di vacatio legis) due importanti proposte normative di particolare interesse per i consumatori, perché riguardano gli impianti elettrici delle proprie case (sono le proposte di modifica della Norma CEI 64- individuate con le sigle C. 1065 “Impianti elettrici utilizzatori di bassa tensione (fino a 1000 V in c.a. e a 1500 V in c.c.) Allegato A – Ambienti residenziali (Normativo)” e C. 1066 “Impianti elettrici utilizzatori di bassa tensione (fino a 1000 V in c.a. e a 1500 V in c.c.)
Per l’associazione la maggior parte delle modifiche proposte non riguardano specificamente la sicurezza elettrica ma attengono alla funzionalità ed alle prestazioni degli impianti elettrici, con innegabile conseguenti ricadute in termini di spesa per gli utenti, oneri che non sono giustificati da un corrispondente più elevato livello di sicurezza delle proprie abitazioni e/o degli impianti che servono i predetti immobili.
In particolare, le nuove prescrizioni richiedono obbligatoriamente una dotazione minima di componenti per i nuovi impianti e per le ristrutturazioni di quelli esistenti (livello 1), anche se di piccole dimensioni.
Ad esempio:
• un minimo di 4 prese ed un punto luce per ogni locale abitativo (ad es. 5 prese per la cucina);
• un minimo di due circuiti di alimentazione (con relative protezioni a massima corrente), anche e paradossalmente in un locale inferiore a 50 mq!!!
• un minimo di due interruttori differenziali per ogni appartamento;
• una presa di corrente e un punto luce in giardino, terrazzo, box, cantina, soffitta.
Il Codacons richiama il Comitato Elettrotecnico Italiano al suo ruolo fondamentale, a livello nazionale ed internazionale, in ordine alle problematiche riguardanti la sicurezza e chiede al CEI di non approvare tali modifiche che appaiono a tutto vantaggio di una determinata categoria di soggetti (elettricisti, imprese che producono materiale elettrico, ecc.).
Devono rimanere distinte le prescrizioni obbligatorie per la sicurezza degli ambienti e delle persone da quelle attinenti alle prestazioni degli impianti. In assenza di tale netta distinzione si finisce con il favorire una categoria di soggetti e si mette in seria discussione la natura di organismo terzo ed imparziale dell’ente.
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