3 Gennaio 2011

Dal 20% si sta passando al 50% così la crisi spinge in alto gli sconti

Dopo il caos sulla data la decisione finale: per tutto il centro nord la data di inizio dei saldi è stata fissata al 6 gennaio. Una decisione che è andata ad innestarsi sulle polemiche che riguardano l’ apertura straordinaria e festiva dei negozi. I commercianti toscani avevano già deciso di partire il 7 quando è arrivata la decisione concertata a livello nazinale. «Cosa avremmo dovuto fare – ha detto l’ assessore toscano al commercio Cristina Scaletti – Far partire in Toscana i saldi il 7 gennaio e accettare che nelle regioni vicine partissero prima?». Ieri intanto le liquidazioni sono partite al Sud. C’ è stata ressa nei negozi ma pochi acquisti secondo il Codacons. «Come ogni anno – spiega il presidente Carlo Rienzi – il primo giorno i consumatori si riversano in massa nei negozi, ma preferiscono aspettare per comprare. Prevediamo in ogni caso un bilancio negativo pari al 20%, al termine del periodo di saldi. I cittadini hanno perso nel corso degli ultimi anni potere d’ acquisto, mentre prezzi e tariffe continuano a crescere senza sosta. L’ unico provvedimento per salvare i saldi è la liberalizzazione totale degli sconti, lasciando al commerciante la possibilità di scegliere quando farli». A dicembre le vendite di abbigliamento sono calate del 10% a dimostrazione che «la crisi c’ è ancora». «Quasi il 40% dei consumatori è orientato ad effettuare acquisti nei negozi tradizionalmente frequentati – spiega Roberto Manzoni presidente della Fismo, federazione del settore moda – e si prospettano opportunità sicuramente interessanti. La crisi spinge infatti in alto le proposte di sconto. Dal 20% si sta passando via via al 30% e in molti casi al 40% e 50%».

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