Treno in tilt, esposto dei pendolari
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fonte:
- La Nazione
FIRENZE – UN ESPOSTO denuncia supportato da un centinaio di firme, consegnato alla procura della repubblica di Firenze, dopo il guasto alla linea elettrica, che ha bloccato il treno regionale Chiusi-Firenze, con circa 600 passeggeri prigionieri per tre ore e mezzo nella galleria di San Donato, al freddo e al buio. E’ la reazione legale dopo la rabbia manifestata l’ altro ieri sul treno e alla stazione di Campo di Marte per i disagi, i ritardi e la mancanza di informazioni, con tanto di proteste all’ indirizzo di Trenitalia, e l’ intervento della Polfer per calmare gli animi. I viaggiatori che hanno firmato l’ esposto denunciano «la mancata assistenza all’ arrivo delle stazioni fiorentine dopo un ritardo di circa 4 ore, la mancata indicazione per il rimborso del biglietto, la mancata presa in carico da parte dell’ azienda Trenitalia per i danni morali e psico-fisici subiti dai passeggeri». Ultimo appunto, il più pesante, «la situazione di precaria salute e sicurezza, derivante dal blocco del treno in galleria, senza riscaldamento e, dopo circa un’ ora e mezzo al buio, per esaurimento delle batterie, alla quale si è aggiunto per circa un’ ora il respirare i gas di scarico che hanno invaso le carrozze a seguito del locomotore alimentato a gasolio che ha trainato l’ Eurostar Roma-Torino, imprudentemente deviato sul binario dispari e successivamente fermatosi per guasto». La denuncia dei pendolari ha come corollario anche il giorno di lavoro perduto, per il caos sui giustificativi alla stazione di Campo di Marte. Da qui la richiesta alla procura di avviare «un’ indagine per verificare le eventuali responsabilità da parte di Trenitalia, considerate le precarie misure di gestione di emergenze messe in atto dall’ azienda». Una mossa a sorpresa, che per ora non ha provocato reazioni da Trenitalia, che ufficialmente non sa ancora della denuncia dei pendolari. Ma la scelta di spostarsi sull’ azione penale non convince molto Silvia Bartolini, presidente toscano del Codacons. «L’ esposto – è la tesi dell’ avvocato dei consumatori – è la strada per portare a conoscenza la procura di determinati eventi. Ma agire sul piano civile è più utile e più soddisfacente per i pendolari. La strada più sensata resta quella di chiedere risarcimenti danni parametrati ai disagi subiti. Gli esposti hanno tempi lunghi, nella maggior parte vengono archiviati, anche perché non sembrano ravvisabili ipotesi di reato». Il consiglio del Codacons è quello di rivolgersi al giudice di pace. «Ha competenza per danni fino a 5mila euro. E in questo caso è un limite più che sufficiente». P.D.B.
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