29 Dicembre 2010

“Nel 2011 stangata da 1.000 euro a famiglia”

ROMA – Mille euro in meno nei portafogli delle famiglie. E’ la previsione delle associazioni dei consumatori che – fatti due conti sui rincari alle porte – annunciano un 2011 a tinte fosche. "Casper" – il comitato contro le speculazioni e per il risparmio formato da Adoc, Codacons, Movimento per la difesa del Cittadino e Unione nazionale Consumatori – pronostica un salasso da 902 euro l´anno: «La maxi-stangata sarà alimentata dalla speculazione», denunciano al "Casper", «Di questi 902 euro, ben 700 euro sono attribuibili a manovre che non trovano alcuna giustificazione economica. E´ il 77% del totale». La voce più dolorosa per i bilanci familiari sarà quella dei trasporti (che comprendono dalla riparazione dell´auto ai treni, dalla benzina ai pedaggi autostradali). Dopo i ritocchi subiti tra il luglio del 2009 e il luglio 2010, anche il 2011 porterà il suo tributo pari a 195 euro. Al secondo posto troviamo gli alimentari: con la ripresa della domanda dopo un anno di sostanziale stasi, costeranno agli italiani 191 euro in più. Non meno pesante sarà l´incremento della voce "abitazione", che risente dei tagli decisi nella manovra del governo e che comprende acqua e rifiuti, oltre ad elettricità e gas. Gli enti locali scaricheranno sulle famiglie buona parte della riduzione dei trasferimenti, aumentando le tariffe dei servizi pubblici. Secondo i calcoli del Casper, questo capitolo costerà 189 euro in più l´anno per ogni famiglia. Ma anche altri settori metteranno mano ai listini: ad esempio banche, assicurazioni, acqua, rifiuti. In particolare il premio medio della Responsabilità Civile per le auto aumenterà dell´8%, per un importo pari a 33 euro per polizza. Fin qui le indigeste previsioni del "Casper". Ma non sono molto diverse quelle di Adusbef e Federconsumatori che pronosticano una stangata 2011 pari a 1.106 euro annui per ogni famiglia. Le due sigle chiedono azioni per rilanciare l´economia e sostenere domanda di mercato, investimenti, innovazione. I presidenti dell´Adusbef, Elio Lannutti, e di Federconsumatori, Rosario Trefiletti chiedono ora «processi di detassazione riservati alle famiglie a reddito fisso, ai lavoratori, ai pensionati». Le previsioni dell´Osservatorio Nazionale Federconsumatori sono, dunque, estremamente negative. Nel dettaglio, si calcola un aumento di 267 euro per gli alimentari (+6%), di 122 euro per i treni (compresi quelli pendolari), di 41 euro per il trasporto pubblico locale (+25-30%), di 65 euro per i servizi bancari, di 131 euro per i carburanti, di 87 euro per i derivati del petrolio (detersivi e plastiche). Pesante anche il tributo da pagare all´auto, con incrementi da 105 euro nella Rc auto (+12%), di 37 euro per le tariffe autostradali (+2%). Non da meno il capitolo abitazione, che sarà segnato dagli aumenti di 89 euro per le tariffe gas (+8%), di 19 euro per le tariffe elettricità (+5%), di 21 euro per le tariffe dell´acqua (+6%) e di 32 euro per le tariffe dei rifiuti (+8%). Se il futuro non è roseo, il passato è abbastanza cupo. La Cgia di Mestre scatta un´istantanea degli ultimi tre anni. Il verdetto è che solo una tipologia di prezzi è in calo: quella governata dalle autorità indipendenti. Viceversa schizzano verso l´alto le tariffe decise dal governo (più 6,3 per cento) e soprattutto quelle fissate dagli enti locali (+7,4%). Commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre: «Il governo, i Comuni, le Regioni – a fronte della grave situazione economica – hanno fatto cassa a spese dei cittadini e delle piccolissime imprese».

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