28 Dicembre 2010

Asfalti lariani: caso nazionale Doppio esposto ai magistrati

 
Coinvolte Procura e Corte dei conti. «Como e Milano le città messe peggio» 
 

 
Le buche sulle strade comasche diventano un caso nazionale. E anche giudiziario.
Ieri il Codacons ha annunciato che presenterà due esposti alle Procure della Repubblica di Como e di Milano, per la mancata riparazione delle voragini che si sono aperte a causa del maltempo in molte strade. La nostra, infatti, è una delle «due città da cui sono pervenute le maggiori segnalazioni dei consumatori, ipotizzando il reato di omissione di atti d’ufficio e di attentato alla sicurezza dei trasporti», come si legge nella nota dell’associazione che tutela i diritti dei cittadini. Il Codacons intende presentare un esposto pure alla Corte dei Conti, «sia per accertare se la qualità dell’asfalto, andato in briciole per un po’ di sale e di pioggia, corrisponda a quello previsto negli appalti, sia per accertare la qualità originaria prevista dagli amministratori locali».
Lo stato pietoso delle strade lariane, dunque, non riguarda più soltanto gli automobilisti comaschi e i politici locali, i primi infuriati e i secondi pronti a giustificarsi con la mancanza di soldi e l’approvazione tardiva del bilancio comunale che ha fatto ritardare anche le asfaltature. Il Codacons sospetta che si tratti di un caso di cattiva amministrazione e le iniziative giudiziarie annunciate hanno avuto subito vasta eco sui mass-media nazionali, a partire dall’agenzia Ansa che ha rilanciato la notizia a tutte le testate giornalistiche. Così ora Como rischia di passare oltre che per la città del muro in riva al lago (la notizia del suo abbattimento non ha avuto la stessa risonanza di quella della sua costruzione, e lontano dal Lario a molti è sfuggita) anche per la città delle strade colabrodo. Stavolta in buona compagnia con Milano. Ecco la descrizione che ne dà il Codacons: «Sono bastati 3 giorni di pioggia per rendere le strade della Lombardia, da Milano a Como, uno sfacelo, un colabrodo -. Nessuno ha riparato le buche che si sono aperte nei giorni che precedevano il Natale». E «nessuna strada si è salvata: comunali, provinciali, statali, urbane, extraurbane secondarie, extraurbane principali».
Agli automobilisti danneggiati, il Codacons fornisce un "vademecum" per chiedere i risarcimenti. Bisogna «restare sul posto e chiamare subito i vigili o le forze dell’ordine, in modo che possano procedere agli accertamenti e fotografare la buca prima che venga coperta da qualcuno. Se non possono intervenire, scattate voi la foto con il cellulare e recatevi il più presto possibile a presentare denuncia. Onde evitare che l’ente proprietario della strada possa tentare di attribuirvi una qualche responsabilità per non aver evitato la buca, sostenendo che l’ostacolo fosse visibile ed evitabile, fate accertare dalle forze dell’ordine o da testimoni le circostanze aggravanti. Ad esempio la buca era subito dopo una curva? Era piena d’acqua?». Quindi occorre inviare una raccomandata all’ente proprietario della strada chiedendo i danni (allegare foto e fattura del meccanico). Se non si ottiene nulla, si può ricorrere al giudice di pace.
Pietro Berra
 
 

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