Pendolari bloccati in galleria
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fonte:
- Corriere Fiorentino
Intrappolati in galleria, al buio e senza riscaldamento. E’ stata una mattina da incubo quella vissuta ieri dai circa 400 pendolari a bordo del treno regionale 3164, rimasto bloccato per circa tre ore nella galleria di San Donato (tra Figline e Rovezzano) a causa della rottura del pantografo, lo strumento utilizzato dai locomotori per prelevare l’ energia dalla linea elettrica. Il blocco del treno, partito dalla stazione di Chiusi alle 5.42 e diretto a Firenze Santa Maria Novella, ha causato anche l’ arresto del Frecciarossa 9504 Roma-Torino, in marcia lungo lo stesso tracciato con circa 200 passeggeri a bordo. Nei vagoni del regionale non sono mancati malori tra alcuni viaggiatori, per soccorrere i quali è stato necessario l’ intervento delle ambulanze. Un soccorso tutt’ altro che semplice, data la posizione scomoda assunta dal convoglio. A raccontare l’ accaduto nei dettagli sono i pendolari che utilizzano quotidianamente la linea, giunti a Santa Maria Novella con quasi quattro ore di ritardo. La rottura del pantografo si è verificata intorno alle 7.15, pochi chilometri dopo la stazione di Figline. «C’ è stato un botto assordante – spiega Serena- Abbiamo visto una grande fiammata dal finestrino, come una specie di lampo». Spavento tra i passeggeri: «E’ crollato il pantografo della locomotiva – racconta Laura- poi un’ altra serie di scintille e odore di bruciato». Secondo alcuni testimoni, il pantografo, nella caduta, avrebbe urtato e rotto un finestrino del treno. Dopo la grande scintilla, testimoniano i pendolari, il convoglio «ha cominciato a rallentare vistosamente, fermandosi completamente poco prima dell’ ingresso della galleria di San Donato». Poi il treno è ripartito lentamente: «Ha imboccato la galleria, ma si è fermato nuovamente, stavolta per tre ore e mezzo», dicono ancora sotto choc i viaggiatori. Inspiegabile, per molti di loro, la decisione di fermare il mezzo all’ interno del tunnel anziché all’ esterno. Secondo quanto riferito dal capotreno, «era l’ unico modo per non bloccare l’ intera linea ferroviaria». I vagoni, venendo a mancare l’ elettricità trasmessa dal pantografo, sono riamasti senza luce e senza riscaldamento. «Siamo rimasti nel buio più totale per oltre tre ore- racconta ancora Serena- Nei primi minuti abbiamo ricevuto aggiornamenti da parte del personale di Ferrovie, dopodiché, per due lunghe ore, nessuna notizia, nessuna spiegazione sul motivo esatto del blocco». Al prolungarsi dello stop, si sono succeduti momenti di panico e sensazioni claustrofobiche: alcune persone si sono sentite male. Il capotreno ha chiesto se a bordo c’ erano dottori. Poco dopo sono arrivati i soccorsi con le ambulanze, agevolati dal fatto che il convoglio aveva percorso pochi metri di galleria. I tecnici delle ferrovie sono riusciti a far ripartire il regionale intorno alle 10.30, mentre l’ Eurostar è stato agganciato da un locomotore e portato alla stazione di Campo di Marte, dove i passeggeri sono stati assistiti con generi alimentari e trasferiti su un altro convoglio. Il blocco sul regionale ha causato ritardi, tra 10 e 15 minuti, su tutti gli altri treni sia a lunga percorrenza sia regionali, tutti dirottati sulla linea lenta. A Santa Maria Novella decine di passeggeri hanno preso d’ assalto la biglietteria per ottenere i rimborsi. A tal proposito, Ferrovie spiega che «sarà possibile avere indietro il 50% della spesa». Su tale questione interviene anche il Codacons, che invita i viaggiatori «a non accettare alcun rimborso del biglietto da parte di Trenitalia» e, invece, ad intentare «causa di risarcimento contro l’ azienda, non solo per i ritardi del convoglio, ma anche e soprattutto per i danni morali da stress e sofferenza psico-fisica».
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