Crescono benzina, spesa e acqua
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. Inflazione invariata a novembre sul mese precedente, ma su base annua si registra un rialzo dell’1,7%. Nel solo mese di novembre, gli aumenti dei prezzi al consumo più evidenti sono stati rilevati per i capitoli comunicazioni (+0,7%); abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,4%); ricreazione, spettacoli e cultura (+0,2%). Su base annua, i rincari più evidenti hanno interessato bevande alcoliche e tabacchi (+3,9%), trasporti (+3,3%9 e altri beni e servizi (+3,2%). L’Istat avverte che, anche a novembre, il carrello della spesa ha registrato un aumento superiore alla media, toccando il tasso del 2,1%.
Tutto il comparto energia è salito. I prezzi della benzina verde dell’1,2% su base mensile e del 6,1% su base annua. Il gasolio per auto registra un aumento mensile dell’1,9% e del 10% su base annua. Il Gpl sale del 10% nell’anno. Da segnalare gli aumenti di prezzo dell’acqua potabile: del 2,2% in novembre e dell11,2% nell’anno. Le organizzazioni dei consumatori hanno suonato l’allarme. Il solo aumento dell’inflazione dell’1,7% si tradurrà in 510 euro di più l’anno sui bilanci delle famiglie. La manovra correttiva del governo farà salire del 15-35% le tariffe dei servizi locali a partire dai trasporti, con aggravi di spesa per i "pendolari" di 80-380 euro.
Federconsumatori e Adusbef tornano a sollecitare un blocco delle tariffe e la detassazione sui redditi fissi di almeno 1.200 euro l’anno. Il Codacons chiede al ministro dello Sviluppo Economico di convocare immediatamente Ania, Isvap e associazioni consumatori per valutare la raffica di aumenti che si sta abbattendo sulle famiglie. Dal 10% sui trasporti ferroviari ai 29 euro di più per ogni veicolo assicurato, dai 30 euro per l’acqua potabile ai 95 per i carburanti.
Gli agricoltori affermano che nonostante gli aumenti degli ultimi mesi, le gravi perdite del 2008-2009 pari al 18% dei redditi non sono state recuperate, ma hanno esercitato un’azione di freno sui prezzi alimentari al consumo. Per i sindacati, serve un fisco più giusto sui redditi fissi, se si vuole uscire dalla crisi dei consumi.
Paolo R. Andreoli
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