Famiglie e mutui casa: il 5% non riesce a pagare
ROMA Bilancio amaro per le famiglie italiane che hanno acceso un mutuo per la prima casa (il 13,1% del totale). Una su cinque non riesce a rimborsare le rate entro la scadenza e diventa insolvente. Lo rivela uno studio che la Banca d’ Italia ha condotto sui dati Eurostat. Il nostro Paese, insieme alla Spagna, è maglia nera tra sette Paesi (Gran Bretagna, Francia, Finlandia, Olanda e Irlanda) presi in esame. In questo caso però la crisi c’ entra poco: i dati raccolti si fermano al 2007 (la valanga dei subprime partì negli Usa ad agosto di quell’ anno). L’ insolvenza colpisce i più poveri. I mutuatari con il reddito più basso presentano un tasso di insolvenza al 14,5%, le famiglie con un solo genitore al 10,1% e le classi d’ età tra i 44-54 anni al 6,1%. Le categorie più colpite sono disoccupati (19%) e precari (8,5%). «I risultati mettono in luce che in Italia», si legge nella ricerca, «vi è un legame tra il tasso di interesse sul mutuo e lo specifico rischio di credito del cliente. Il differenziale di tasso di interesse fra le classi più e meno rischiose è pari a 43 punti base. Inoltre, il ricorso a strategie di prezzo basate sul rischio specifico del debitore sembra essere cresciuto nel tempo». In altre parole le banche si proteggono dal rischio insolvenza applicando rincari. «Ad un incremento della probabilità di insolvenza del mutuatario pari a 1 punto percentuale è associato un aumento del tasso di interesse di 21 punti base». Per Adusbef e Federconsumatori il dato sul tasso degli insolventi rispetto al totale della popolazione (0,6%), significa che ci sono 360 mila mutuatari che rischiano di perdere la casa. Più in generale, per il Codacons sono mezzo milione le famiglie in difficoltà con le varie rate, oltre che con il pagamento del mutuo. Per chi si trova in difficoltà, esiste un piano varato da Abi e associazioni dei consumatori che prevede la sospensione fino a 12 mesi delle rate per chi ha subito tra il 2009 e il 2010 un evento negativo (perdita del lavoro, cassa integrazione, insorgere di condizioni di non autosufficienza di un familiare) ed interessa mutui fino a 150mila euro e clienti con reddito annuo non superiore a 40mila euro. Finora ne hanno beneficiato 31mila famiglie: per aderire c’ è tempo fino al 31 gennaio 2011. Il Codacons però chiede da tempo al ministro Tremonti di allargare le condizioni per poter sospendere il pagamento delle rate. Un’ ulteriore possibilità è rappresentata dal Fondo di solidarietà promosso dal ministero delle Finanze. In questo caso lo stop alle rate scatta anche in presenza di spese mediche, di assistenza domiciliare o di ristrutturazione dell’ immobile. Mentre il limite del mutuo sale a 250mila euro per famiglie con redditi fino a 30mila. Il budget totale però è limitato.
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