ANSA/CRISI:IN ITALIA 5%FAMIGLIE NON RIESCE A PAGARE MUTUO
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fonte:
- Ansa
(ANSA)- ROMA, 8 DIC – Quasi il 5% delle famiglie che decide
di accendere un mutuo non riesce poi a pagare le rate, la crisi
ha così in parte intaccato la tradizionale propensione al
risparmio degli italiani, considerati da sempre "formiche",
restii a incollarsi debiti, soprattutto se non in grado di
onorarli. Infatti, se da un lato il numero delle famiglie che
ricorrono al prestito per acquistare casa rimane inferiore
rispetto a quello di altri Paesi (13,1%) il tasso d’insolvenza
é, invece, alto: insieme a quello della Spagna, supera
abbondantemente la percentuale di stati dell’Unione Europea come
il Regno Unito e la Francia. E, non è tutto: il rischio di
default schizza se si guarda ai disoccupati, ai single o ai
precari.
INDAGINE: A certificarlo è uno studio condotto da due
economiste della Banca d’Italia, Silvia Magri e Raffaella Pico,
su "L’incremento dell’uso di politiche di prezzo basate sul
rischio per i mutui in Italia", utilizzando i dati
dell’indagine Eu-Silc (Community Statistics on Income and Living
Conditions) raccolti da Eurostat nel 2007, l’anno di avvio della
crisi finanziaria che non è ancora finita. Quindi, l’Italia
spicca con un tasso d’insolvenza dei mutuatari pari al 4,9%, tra
i sette Paesi Ue analizzati intorno al 5% si colloca anche la
Spagna (5,5%). Seguono a distanza l’Irlanda (3,5%), la Francia
(3,3%), il Regno Unito (2,3%), la Finlandia (2,3%) e l’Olanda
(1,1%).
– PROFILO FAMIGLIA A RISCHIO DEFAULT: Dalla ricerca si
estrapola anche l’identikit del mutuatario inadempiente. Le
possibilità di rimborso, infatti, diminuiscono per i senza
lavoro, che registrano un tasso d’insolvenza pari al 19%, per i
single con figli (10,1%), per gli impiegati part-time (8,5%),
per i precari (7,9%), per le classi d’età tra i 44-54 anni
(6,1%). E, naturalmente, per le fasce più povere, il 25% dei
mutuatari con il reddito più basso presenta un tasso al 14,5%.
– LE BANCHE DIVENTANO PIU’ PRUDENTI, SCATTANO I RINCARI:
L’aumento del rischio di arretrati nel rimborso del
finanziamento ha, ovviamente, messo in allarme le banche, che
oltre a selezionare il cliente sono anche ricorse a strategie
legate al prezzo, che sale con il crescere del pericolo default.
In particolare, dallo studio di Via Nazionale emerge che "per i
mutui concessi dal 2000 al 2007, il differenziale di tasso di
interesse fra le classi di famiglie più e meno rischiose è pari
a 43 punti base". Inoltre, nello stesso periodo "a un
incremento della probabilità di insolvenza del mutuatario pari
a 1 punto percentuale è associato un aumento del tasso di
interesse di 21 punti base".
– CONSUMATORI: Lo studio di Palazzo Koch è visto con
preoccupazione dai consumatori: per Adusbef e Federconsumatori
il dato sul tasso degli insolventi rispetto al totale della
popolazione (0,6%), significa che ci sono 360 mila mutuatari che
rischiano di perdere la casa. Più in generale, per il Codacons
sono mezzo milione le famiglie in difficoltà con le varie rate,
oltre che con il pagamento del mutuo.
(ANSA).
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