Anna Campaniello
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fonte:
- Corriere di Como
Dure critiche dalle associazioni per la scelta di non consegnare le lettere di sabato
«È l’ennesimo anello di una catena di peggioramenti che si sta allungando in maniera preoccupante. Quello postale non è più un servizio pubblico ma un elenco di disservizi». Le associazioni dei consumatori protestano per l’annunciata rivoluzione delle Poste che, dal febbraio prossimo, non consegneranno più lettere e raccomandate il sabato.
Per effetto della liberalizzazione del servizio postale e della temuta concorrenza, da metà febbraio Poste Italiane prevederà, per i portalettere , la settimana corta.
Il sabato, dunque, anziché i 156 postini attualmente al lavoro, gli utenti comaschi potranno contare soltanto su tre operatori che si occuperanno di altri servizi, perlopiù burocratici.
La notizia è stata data venerdì scorso durante un convegno sul tema organizzato dalla Cgil. Ieri, pur precisando di non voler replicare alle dichiarazioni sindacali, Poste Italiane ha specificato che il sabato sarà comunque garantita la consegna di quotidiani, telegrammi e raccomandate urgenti, aggiungendo anche che dal lunedì al venerdì i tempi di consegna saranno ampliati e proseguiranno fino alle 20, con un miglioramento generale del servizio.
«Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a un continuo peggioramento dei servizi offerti da Poste Italiane a fronte di continui aumenti tariffari – attacca Mauro Antonelli, rappresentante provinciale del Codacons – Per fare soltanto un esempio, ormai non esiste più la posta ordinaria perché è tutta prioritaria, ma la prioritaria si paga di più e viaggia, se va bene, alla velocità di quella che una volta era la posta ordinaria».
In vista del blocco della consegna delle lettere di sabato, i consumatori non escludono anche un’eventuale azione di protesta.
«Andremo a fare una verifica puntuale – dice ancora Antonelli – Se non fosse garantita la consegna di quotidiani e posta urgente si aprirebbe la strada a un ricorso e a una richiesta di risarcimento danni». Giuseppe Doria, rappresentante dell’Adoc Uil, è dello stesso avviso.
«Il disagio per i consumatori mi sembra evidente – dice – Peraltro, questo ennesimo peggioramento del servizio va ad aggiungersi alla situazione già disastrosa sul fronte delle raccomandate, soprattutto fuori dai confini della città di Como. Il servizio postale ha una valanga di problemi, piove sul bagnato perché per gli utenti la situazione peggiorerà ulteriormente. Già oggi di sabato e di domenica non vengono garantiti neppure i telegrammi. Questo non è più servizio pubblico, ormai la degenerazione è continua».
«Il servizio negli ultimi anni ha perso tanto – dice anche Lorenzo Trombetta, rappresentante provinciale dell’Adiconsum – Per quanto riguarda la provincia di Como, soprattutto i paesi al di fuori del capoluogo subiscono continui disagi, dalle riduzioni nei periodi estivi, ai ritardi per il pagamento delle pensioni, fino ai disservizi sul fronte raccomandate. Questo sarà un ulteriore aggravio».
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